“Intervista” Treu: «Vogliono soltanto coprire i buchi»

07/07/2003

 

lunedì 7 luglio 2003
Pagina 3 – Economia
 
 
L´OPPOSIZIONE
Treu: proposte pessime, dietro c´è la solita "tremontata"

"Macché equità vogliono soltanto coprire i buchi"
          dini Accelerare alcuni effetti della riforma
          governo Ipotesi non valide governo in stato di confusione

          LUISA GRION


          ROMA – Sulla previdenza solo proposte «pessime». Le modifiche alla riforma Dini di cui si sente parlare sono il frutto di un «governo in stato confusionale». Di accettarle – dice Tiziano Treu che al tempo di quella riforma era ministro del Lavoro – «non se ne parla nemmeno».
          Cosa c´è che non va nelle ipotesi in discussione?
          «Almeno due cose: il modo in cui vengono presentate e l´obiettivo al quale sono destinate. Si alimentano e si lasciano circolare voci esasperando il clima sociale e aggiungendo all´incertezza sul lavoro quella sulla pensione. Quanto agli obiettivi è chiaro che dietro questo disegno di riforma c´è la solita "tremontata". L´esecutivo ha buttato via soldi inseguendo idee inutili, come – per esempio – il rilancio della Tremonti bis. Ora ha bisogno estremo di fare cassa e pensa di farlo tagliando la previdenza».
          Ma la riforma Dini va toccata o no?
          «Qualcosa si può fare. Se ne possono accelerare alcuni effetti».
          E basta?
          «Per adesso sì. Si possono annullare i regimi speciali eliminando i privilegi riservati ad alcune categorie, dai telefonici ai dipendenti della Banca d´Italia. Noi avevamo iniziato a farlo gradualmente: si potrebbe arrivare velocemente alla loro abolizione. Si possono uniformare per tutti i tipi di contratto le aliquote contributive. In entrambi i casi si tratterebbe di un´operazione di giustizia, ma non credo che il governo sia interessato a perseguire questi obiettivi. Alla maggioranza interessa solo recuperare soldi»

          Di intervenire sulla previdenza, però, glielo chiedono in molti. E né Bruxelles né il Fondo monetario si accontenterebbero dei ritocchi alla Dini
          «Il loro è un discorso riferito al lungo periodo e nel lungo periodo quella riforma va sicuramente potenziata. Ma per il medio-breve va bene, e con i ritocchi di cui parlavo funzionerebbe ancora meglio. Ragionando negli anni è invece vero che la strategia sulla previdenza si deve sposare ad altri obiettivi, come quella di incentivare l´occupazione oltre la soglia dei cinquanta anni, per esempio. In quel senso, ma solo in quel senso, si può pensare ad un innalzamento dell´età minima per le pensioni di anzianità. E sempre in quel senso, si può estendere il pro-rata a tutti, purché allo stesso tempo si potenzi la previdenza integrativa»
          Quelle che lei cita sono le stesse ipotesi su cui punterebbe il governo. Perché allora non vuole che le anticipi?
          «Perché se fatte solo con l´obiettivo di tappare le falle sono dannose. Non sono le proposte in sé a essere inaccettabili, ma i modi, i tempi e soprattutto il contesto nel quale vengono presentate. Attraverso la concertazione con le parti sociali si può anche pensare ad un disegno che – nei prossimi 7-8 anni riveda il sistema – ma bisogna agganciarci la previdenza alternativa e il recupero di quelle fasce di età – parlo degli over 50 – di cui oggi le aziende cercano di sbarazzarsi. Magari utilizzando quelle stesse pensioni d´anzianità che, in una situazione di maggiore sicurezza, tendono invece a ridursi da sole. Se eliminiamo i regimi speciali per investirne i risparmi nell´aumento delle pensioni al minimo credo che nessuno si possa lamentare. Ma stiamo parlando di progetti e qui invece siamo di fronte ad un governo che va avanti per improvvisazioni nel tentativo di recuperare soldi. Inaccettabile».