“Intervista” Treu: «Scoperto il bluff di Maroni offerta finta sulla riforma del lavoro»

30/10/2002


MERCOLEDÌ, 30 OTTOBRE 2002
 
Pagina 30 – Economia
 
L´INTERVISTA
 
L´ex ministro: il governo ha rifiutato il dialogo, nessuna spaccatura con i Ds
 
Treu: "Scoperto il bluff di Maroni offerta finta sulla riforma del lavoro"
 
 
"L´esecutivo merita soltanto il voto contrario"
 
Non è da estremisti porre una questione di costituzionalità per il rispetto dell´autonomia regionale
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – Secondo il diessino Cesare Salvi, «la Margherita è caduta nella trappola di Maroni», che l´aveva invitata a votare con la maggioranza la delega sul mercato del lavoro. Per il responsabile lavoro della Margherita, Tiziano Treu, «la Margherita è soltanto andata a "vedere" l´apertura di Maroni ed ha verificato che era un bluff». Nella mattinata di ieri i centristi dell´Ulivo avevano confermato «l´interesse a un confronto sulla legge delega del governo», a patto che l´iter del provvedimento non fosse «indebitamente strozzato nel giro di poche ore» e che si modificassero le norme sui punti giudicati «prioritari» dalla Margherita stessa. Poco più tardi il ministro Maroni ha tuttavia chiuso bruscamente il discorso: la pregiudiziale di costituzionalità presentata dalla Margherita durante la discussione alla Camera della delega sul Lavoro, ha detto, «di fatto chiude ogni discussione».
Senatore Treu, la Margherita è caduta in una trappola?
«No, noi siamo andati a vedere l´apertura di Maroni, che si è rivelato un bluff. L´uscita di Maroni, d´altronde, nella sua vistosità, era piuttosto sospetta. Il nostro documento l´ha costretto a scoprire le carte».
Ma, allora, se già sospettavate che fosse un trucco e non un´apertura reale, perché siete stati al gioco?
«Perché noi non diremo mai di no a una richiesta di dialogo. Maroni proponeva il dialogo, poi è stato lui stesso a farlo cadere».
Porre una questione di costituzionalità, però, non avrebbe minato la delega alle fondamenta, come sostiene Maroni?
«Questa è una bufala. Maroni mi sembra Pierino che, colto con le mani nella marmellata, si mette a raccontare bugie. Porre una questione di costituzionalità per il rispetto dell´autonomia regionale è una cosa di sinistra? È una cosa da estremisti? Le stesse Regioni, anche quelle di centrodestra, hanno già preannunciato che faranno ricorso alla Corte costituzionale. Ma noi ci sentiamo rispondere in quel modo addirittura da un leghista. È paradossale».
Dopo che i Ds avevano detto di no a qualsiasi ipotesi di dialogo sulla delega, non rischiavate voi della Margherita, con la vostra apertura, di complicare i rapporti già tesi nell´Ulivo?
«No, ho parlato a lungo con Cesare Damiano dei Ds. Il nostro era un po´ un gioco delle parti. D´altronde, gli emendamenti proposti nel nostro documento sono emendamenti comuni e rispecchiano i contenuti della Carta dei diritti predisposta unitariamente».
Per cui lei non pensa che i Ds abbiano perso un´occasione per contribuire a cambiare la delega?
«No, perché abbiamo verificato che la mossa di Maroni era strumentale. I Ds hanno detto semplicemente che non credevano alla serietà dei propositi di Maroni. Noi, chiedendo invano di fermare un attimo le macchine sulla delega e discutere con calma, abbiamo smascherato una volta di più il governo: non vuole confronti e merita solo opposizione».
Quello di Maroni era soltanto un tentativo per spaccarvi…
«Chiaramente».