“Intervista” Treu: «Molti passi indietro:riforma finta e pericolosa»

31/10/2002

          31 ottobre 2002

          le interviste

          Treu (Margherita): non è questo il provvedimento per l’occupazione
          Molti passi indietro:
          riforma finta e pericolosa
          Giovanni Laccabò
          MILANO
          A suo tempo il senatore Tiziano Treu come ministro del Lavoro ha firmato
          la flessibilità dell’Ulivo. Com’è quella del centrodestra?
          «Al Senato abbiamo dichiarato che è una finta riforma. Viene propagandata
          come una grande novità, invece su alcuni aspetti – vedi i servizi all’impiego
          - introduce solo alcuni modesti ritocchi che il ministro contrabbanda come
          grandi innovazioni. In realtà erano idee nostre, tra l’altro concordate coi
          sindacati. Su altri aspetti, poi, sia di fronte ad un’occasione perduta: ci sono
          interventi negativi, ad esempio abbiamo sempre detto che il part time è
          importante, ma strutturarlo su un rapporto individualistico è pericoloso per il
          singolo lavoratore. Si doveva invece prevedere un avviso comune, per dare
          maggiori garanzie».
          La tendenza ai rapporti individualizzati ispira tutta la normativa del centrodestra.
          «Questo è proprio l’aspetto più insidioso, una surrettizia tendenza a individualizzare i
          rapporti, per cui le persone vengono lasciate sole di fronte alla parte più forte.
          Anche alcune altre innovazioni sono negative, come la moltiplicazione dei lavori
          flessibili, vedi il lavoro a chiamata, che è molto pericolosa perché è una forma estrema.
          Sarebbe anche inutile se ci fosse un part time più adeguato. L’Ulivo ha proposto una
          serie di emendamenti per fissare un inizio di nuovi ditritti a questi lavoratori che
          già sono flessibili, anticipando il progetto più ampio disegnato nella Carta dei diritti».
          Il governo però non vi ha mostrato nessuna attenzione. Eppure Maroni va dicendo che è
          la sua è una continuazione del pacchetto Treu.
          «Nessuna attenzione, nemmeno sull’apprendistato che doveva essere più ricco di formazione, professionalizzante, mentre invece rispetto al pacchetto Treu è un passo indietro
          perché accresce le flessibilità senza dare nessun equilibrio in termini di sicurezza, che per noi è importante. Per fronteggiare le esigenze della fase economica, l’apprendistato deve
          diventare più ricco di formazione, e non invece più povero come lo attua il governo».
          Invece Maroni esulta e sostiene che così si modernizza. È d’accordo?
          «No. Ripeto: ci sono passi indietro e cose inutili e pericolose. Non è con simili misure che si farà crescere l’occupazione. Ci vuole ben altro! Noi in quattro anni abbiamo creato oltre un milione e 300 mila posti di lavoro, invece con questo governo la crescita dell’occupazione si è già fermata,
          purtroppo. Il segnale è molto negativo, e siamo molto preoccupati».
          Senatore, come spiega le “aperture” di cui si è parlato tra la Margherita e Maroni?
          «È un fatto semplice, al di là dei ricami di qualcuno. È successo che Maroni ha fatto una finta apertura, e noi siamo andati a verificare. Abbiamo immaginato che era un bluff, ma abbiamo voluto verificare se c’era una volontà seria a un confronto con le nostre proposte, che erano di tipo unitario dell’Ulivo. Invece si è visto che era un’offerta strumentale, che si è chiusa»
          E ora?
          «Questa è una falsa riforma, invece noi siamo intenzionati a portare avanti, insieme, la Carta dei diritti, i veri ammortizzatori per tutti, e anche il processo del lavoro. un trittico che, questo sì, sarà una vera riforma ulteriore rispetto a quella che già abbiamo fatto. Ci opponiamo alle false riforme ma nel contempo abbiamo proposte forti per il Paese».