“Intervista” Treu: «Il vero rischio è che torni il sommerso»

18/06/2003





      mercoledì 18 giugno 2003

        L’INTERVISTA
      Treu: «Ora il vero rischio è che torni il sommerso»
        ROMA – «Quella di Pietro Ichino è una provocazione paradossale, ma alla fine ha ragione: questo modo di intervenire sui co.co.co sarà una specie di boomerang». E avanza la proposta dell’Ulivo: aliquota previdenziale più bassa e uguale per tutti insieme a un uso generalizzato degli ammortizzatori sociali e della cassa integrazione, sia alle grandi che alle piccole imprese. Artigiani compresi. Tiziano Treu, ex ministro del Lavoro nel governo di Romano Prodi e autore di un «pacchetto» che secondo la vulgata economica sarebbe alla base del boom occupazionale di questi anni, è al Senato per votare proprio l’approvazione dell’848 bis, la legge che contiene l’intervento sull’articolo 18.
        Dunque Ichino ha ragione?
        «Non solo lui. Anche noi sosteniamo da tempo che questa legge era controproducente. Perché i co.co.co rappresentano in sintesi tre figure professionali: i subordinati falsi, tipo quelli dei call center; alcuni liberi professionisti come gli amministratori di condominio; i co.co.co veri che sono quelli con più rapporti di lavoro».

        Perché un boomerang?

        «Molti imprenditori finiranno col pagare in nero, altri costringeranno i lavoratori ad aprire una partita Iva, altri falsificheranno i progetti e forse qualcuno verrà regolarizzato. Prevedo una reazione a ventaglio con l’effetto di frantumare il mondo degli oltre due milioni di lavoratori precari. Ichino ha ragione. Ma solo in parte».

        E dove sbaglia?

        «Quando sostiene che con questa legge si irrigidisce il mercato del lavoro. E’ una forzatura. Non si può dire che i co.co.co diventeranno dei dipendenti».

        Lei cosa propone?

        «Di parificare i costi previdenziali di tutte le forme di lavoro. L’ideale sarebbe una via di mezzo, un punto di equilibrio tra il tetto del 33% e quello del 14%, magari il 25%. E’ l’unica soluzione per evitare furbizie e garantire la pensione a tutti. Oggi i nostri giovani rischiano di diventare, da anziani, dei barboni».

        Ichino però se la prende anche con lei e Giuliano Amato, rei di non aver avuto il coraggio di proporre una redistribuzione delle tutele.

        «In questo caso dice cose non vere. Anzi falsità. Il progetto dell’Ulivo, rappresentato dalla Carta dei diritti dei lavoratori, propone una serie di tutele modulate. Certo, se Ichino intende dire che per aiutare i co.co.co bisogna abbassare le attuali tutele dei dipendenti, allora non siamo d’accordo. Le abbiamo già sufficientemente limate e non mi sembra il caso di affrontare altre guerre sociali dopo quella sull’articolo 18».

        In che senso tutele modulate

        «Gli ammortizzatori sociali devono essere estesi gradualmente a tutti. Tutti i disoccupati devono poter avere una indennità. Sia chi perde il lavoro in una multinazionale sia in un negozio».

        E la cassa integrazione?

        «Va tenuta. Anzi estesa anche alle piccole aziende perché è l’unico modo per difendere il patrimonio delle professionalità».
    Roberto Bagnoli


    Economia