“Intervista” Tiraboschi: Il lavoratore a progetto può disporre dei propri diritti

10/06/2003

ItaliaOggi (Lavoro e Previdenza)
Numero
136, pag. 38 del 10/6/2003
di Teresa Pittelli


Il giuslavorista Tiraboschi spiega le strategie per regolarizzare le co.co.co.

Il lavoratore a progetto può disporre dei propri diritti

Almeno un milione di collaboratori coordinati e continuativi saranno regolarizzati entro quest’anno e acquisiranno le tutele proprie del lavoro subordinato. Tutti gli altri, invece, rientrando nell’alveo del lavoro autonomo, non avranno bisogno di particolari protezioni, e potranno disporre dei loro diritti, anche facendone oggetto di rinunce e transazioni in deroga al divieto del codice civile. È la sfida lanciata dal governo con il decreto legislativo di attuazione della delega sul mercato del lavoro, varato da palazzo Chigi venerdì scorso e già oggetto degli strali di chi, come la Cgil, accusa il provvedimento di precarizzare i lavoratori già deboli sul mercato. ´Non chiamatela precarietà; la riforma voluta da Marco Biagi non punta alla flessibilità dei lavoratori fine a se stessa, ma a far transitare nell’area del lavoro regolare milioni di lavoratori’, spiega a ItaliaOggi Michele Tiraboschi, il giuslavorista che ha dato il più grosso contributo al ministero del welfare nell’estensione del decreto di attuazione della riforma.

Domanda. Qual è la strategia della riforma per eliminare collaborazioni fittizie, lavoro nero e precariato?

Risposta. La riforma ha l’obiettivo di regolarizzare il più possibile il lavoro irregolare, come il lavoro dipendente mascherato da collaborazioni coordinate e continuative. Grazie alla conversione automatica dei contratti a progetto irregolari in contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, infatti, almeno la metà dei co.co.co., che sono oggi oltre 2 milioni, diventerà lavoratore dipendente.

D. Ma il meccanismo è del tutto affidato al comportamento del datore di lavoro e all’eventuale contenzioso che il lavoratore dovrà instaurare…

R. Grazie alla minaccia del contenzioso il datore di lavoro sarà seriamente disincentivato a mascherare da co.co.co. i lavoratori dipendenti e sarà incentivato ad assumerli realmente. Se invece ha bisogno di una collaborazione, allora c’è il lavoro a progetto.

D. Che, secondo alcuni, riduce le tutele dei lavoratori. Si cita la durata prestabilita del contratto e la possibilità di rinunciare e transigere sui diritti, in deroga all’art. 2113 del codice civile…

R. I lavoratori a progetto sono lavoratori autonomi a tutti gli effetti. Dunque non bisognosi di particolari tutele e in grado di disporre dei propri diritti.

D. Parliamo degli altri contratti. La Cgil accusa la somministrazione di permettere di aggirare l’art. 18 con lo ´spezzettamento’ delle aziende in diverse unità sotto i 15 dipendenti…

R. Oggi molti vogliono un mercato farisaico, con livelli altissimi di tutela che nessuno applica. Il più grande problema è invece creare norme più inclusive e moderne, che vengano davvero applicate. L’accusa, comunque, è infondata, perché non possono esserci aziende con tutti i lavoratori in staff leasing, tranne che per lo start-up nelle zone a obiettivo 1.

D. Ma quali sono le tutele dei lavoratori ´affittati’?

R. Il lavoratore che viene inviato in staff leasing (pulizia, custodia, vigilanza) ha le stesse garanzie degli assunti. Più quella data dalla forza dell’agenzia di somministrazione. Oggi questi lavoratori, che operano nelle pulizie o nei call center, vengono gestiti dalle coop con appalti che non danno garanzie e che di solito nascono e muoiono in un anno.

D. Sono pensabili maggiori garanzie, in termini di formazione, ammortizzatori sociali e previdenza, per i nuovi lavoratori flessibili?

R. La somministrazione prevede che il 4% della retribuzione alimenti un fondo per la formazione dei lavoratori a termine. E lo stesso fondo garantirà le situazioni di fine lavoro per gli assunti a tempo indeterminato. I lavoratori a progetto convertiti in subordinati, poi, avranno le garanzie del contratto standard, e per gli altri l’aliquota contributiva salirà al 19%.

D. Quando sarà operativa la riforma?

R. Si apre ora una fase transitoria, nella quale un grande ruolo avranno le parti sociali, soprattutto attraverso i contratti nazionali di categoria, aziendali e soprattutto territoriali. Sarà una riforma graduale, nel segno dell’adattabilità, e non un improvviso stravolgimento del mercato del lavoro.