“Intervista” T.Treu: «Per i precari più sicurezza»

24/07/2007
    martedì 24 luglio 2007

    Pagina 10Economia

      Tiziano Treu

        «Ma l’impianto non si tocca
        Per i precari più sicurezza»

          «Aboliti quei contratti che vengono poco utilizzati»

            Giovanni Stringa

              MILANO — «L’impianto della legge Biagi resterà lo stesso». Non ha dubbi Tiziano Treu, senatore dell’Ulivo e autore del «pacchetto » che dieci anni fa ha fatto da apripista alla riforma del professore ucciso dalle Brigate rosse. «La flessibilità viene confermata, ora bisogna solo renderla socialmente più sostenibile »: è questo, per Treu, il senso delle novità che il governo sta mettendo in cantiere.

              Non siamo, quindi, di fronte all’inizio della fine della legge Biagi?

                «No. Nessun inizio della fine, piuttosto un adattamento. Per integrare il capitolo degli ammortizzatori sociali, contro gli abusi dei contratti a termine. In altre parole, per dare più sicurezza a chi per molti anni lavora con un accordo a termine dietro l’altro. O a chi viene impiegato con falsi contratti a progetto nei call center: una situazione inaccettabile di sottosalario ».

                Ma nel governo non si parla solo di integrazioni. Si vogliono anche abolire i contratti di «lavoro a chiamata». E si discute sullo «staff leasing».

                  «Sono contratti comunque poco utilizzati, senza grande impatto sul mercato del lavoro ».

                  Sono però stati introdotti per incentivare la flessibilità.

                  «E hanno invece promosso la precarietà. Oggi il governo non vuole tarpare le ali alla flessibilità, ma sostenerla. E una buona soluzione, secondo me, sono i servizi all’impiego e gli ammortizzatori sociali per i precari ».

                  Per esempio?

                    «La cassa integrazione: oggi è limitata sostanzialmente alle grandi e medie aziende, ma dovrebbe essere estesa anche alle piccole imprese».

                    Con nuovi oneri per le casse dello Stato…

                      «Basta procedere in modo graduale. E poi possono venire in aiuto anche i contributi versati dalle singole categorie, come già succede nel caso degli artigiani. L’obiettivo è sempre lo stesso, la flexsecurity: flessibilità regolata e sicurezza».

                        Rispolverando la cassa integrazione…

                          «Al di là della proposta sulla cassa, è necessario anche rafforzare la formazione continua, con maggiori risorse investite dalle parti sociali. E puntare, con lo stesso scopo di sposare sicurezza e flessibilità, sulla contrattazione collettiva, cui affidare la regolazione di part time e contratti a termine ».