“Intervista” T.Treu: Chi non lavora non mangia

18/07/2007
    mercoledì 18 luglio 2007

      Pagina 9 -Primo Piano

        IL NODO PENSIONI
        I LAVORI USURANTI

          DALLA MARGHERITA

            Treu: idee da anni Settanta
            Chi non lavora non mangia

              «Le maestre stressate? Poi cambino mestiere e si riciclino nei musei»

                Campiamo fino a 90 anni e lavoriamo di più: ovunque si fa così, noi crediamo di essere in Papuasia?

                Sergio Rizzo

                ROMA — Tiziano Treu si confessa usurato, lui, dalla discussione sui lavori usuranti: «Per carità, faremo un compromesso, ma siamo in affanno. Stiamo arrancando ancora sugli anni Settanta, mentre il mondo va da un’altra parte, questa è la verità».

                Non c’è proprio nessuna speranza?

                «Per fortuna gli italiani hanno capito che se non lavorano non mangiano, per cui l’età effettiva si è alzata».

                Siamo quasi a 60 anni. Mica male.

                «Ma in Svezia è di 65, lo sa? E poi diciamolo. Non crederà alla favola che in Italia chi va in pensione presto smette di lavorare».

                Invece cosa fa?

                «Purtroppo si mettono tutti a lavorare in nero e fanno concorrenza sleale agli altri ».

                Ha detto tutti?

                «Non è che gli usurati di Angeletti se ne vanno alle Bahamas. È proprio non voler vedere la realtà».

                Realtà per realtà: prendiamo i ballerini. Possono continuare a ballare anche dopo i 45 anni?

                «E allora li mandiamo in pensione a 45 anni? O per caso gli troviamo qualcos’altro da fare?»

                La seconda che ha detto?

                «Proprio così. E le maestre d’asilo? Effettivamente dopo qualche anno sono usurate».

                Per questo Luigi Angeletti vuole mandarle in pensione.

                «Bella soluzione. Nei Paesi civili queste cose le risolvono facendo fare lavori diversificati. Una maestra potrà lavorare in biblioteca, o al museo. Cambiare lavoro fa pure bene ».

                Lo stress dove lo mette?

                «Lo stress, lo stress, certo che lo stress c’è. I call center vanno aboliti perché sono una forma pezzente e demenziale di capitalismo. Ma non si manda in pensione la gente a cinquant’anni. Dove vive Angeletti?»

                Il problema dei lavori usuranti però se l’era posto anche lei con Lamberto Dini, al tempo della riforma che porta il nome dell’ex direttore di Bankitalia.

                «Certo che esiste. Ma si risolve abolendo le mansioni più insensate e diversificando il lavoro. Questa è la soluzione. Non mandare 10 milioni di persone in pensione».

                Nemmeno l’operaio che fa i turni?

                «Intanto bisogna vedere quali turni. Perché una cosa è il turno di notte, altro è il turno pomeridiano. Facciamo le rotazioni. Perché uno deve lavorare tutta la vita di notte?»

                E questo risolve il problema?

                «Si fanno i turni decenti, gli si danno i soldi come gli si danno per gli straordinari, defiscalizzandoli, e vedrà come i lavori usuranti si riducono».

                Per il momento si stanno allargando.

                «Adesso abbiamo la necessità di tamponare una falla. Dobbiamo fare un compromesso con Rifondazione e risolvere il problema di alcune coorti che sono andate a lavorare molto presto. Ma è un problema che non esiste. E lo sa anche Angeletti».

                Come, non esiste?

                «Quando andrà a regime il sistema contributivo il problema dell’età si sdrammatizza».

                Ma si drammatizza quello dell’entità della pensione. Sbaglio?

                «Quando si moriva a sessant’anni si chiedeva la riforma delle pensioni? Adesso campiamo fino a novanta, stiamo contenti e lavoriamo di piu, no? È cambiato il mondo!»

                Non è che tutti se ne siano accorti.

                «Ma la realtà adesso è questa. Lavoreremo 40, 42 anni, e allora? Anche i lavori usuranti finiranno in questo pastone. Per un periodo si faranno lavori un po’ più pesanti, per un altro periodo si faranno lavori un po’ più leggeri. Tutto il mondo fa così. Dove crediamo di essere, in Papuasia?»

                Intanto la falla, come la tamponiamo?

                «Ci turiamo il naso e sistemiamo un milione di usurati».

                Un milione, dice sul serio?

                «Se ascoltassimo Angeletti sarebbero almeno cinque. È una forma mentis ancora ferma al passato».

                La sua o quella di tutto il sindacato?

                «La Uil è l’organizzazione che più in questo momento esprime la linea, diciamo così, un po’ più populista ».

                A proposito, nel milione ci mettiamo anche i lavoratori usurati del pubblico impiego, come i carabinieri e i poliziotti?

                «Le forze dell’ordine hanno già uno sconto di un anno su cinque, anche applicato un po’ male, perché dovrebbe riguardare solo gli anni di servizio svolto in strada e non quelli passati in ufficio. Più di questo non mi sembra il caso. E così i piloti».

                Che secondo Angeletti appartengono alla categoria dei non usurati. Almeno loro…

                «Dipende. Sono anche soggetti a stress fisico, perché se un pilota a sessant’anni non ha più certi riflessi, cambia mestiere anche lui. Non va a una compagnia low cost ».

                Incrociamo le dita.

                «I requisiti sono molto rigidi. Ma incrociamole lo stesso ».