“Intervista” T.Boeri: «Troppi sprechi e misure inutili»

06/06/2005
    sabato 4 giugno 2005

      Pagina 37- Economia

        L´Intervista

          Tito Boeri, economista di "lavoce.info": ora bisogna concentrarsi sull´Irap e la decontribuzione dei salari
          «Troppi sprechi e misure inutili
          così i conti sono fuori controllo»

            ROBERTO PETRINI

              ROMA – Fazio ha lamentato il fatto che la nostra industria si stia ancora specializzando in settori tradizionali. E´ d´accordo?

                «Concordo sul fatto che bisogna cambiare specializzazione produttiva per tornare a crescere – risponde Tito Boeri, direttore della Fondazione Debenedetti e animatore del sito «lavoce.info» -. Ma non è solo un problema di classe imprenditoriale. Le banche hanno un ruolo essenziale in questo processo: devono spostare risorse verso nuove imprese in settori innovativi. Quindi la diagnosi di Fazio non può essere auto assolutoria».

                Passiamo ai conti pubblici. La manovra bis è inevitabile? La Commissione europea sembra insistere.

                  «Il deficit pubblico sarà probabilmente superiore al 4,5% nel 2005, senza tenere conto dell´operazione sull´Irap. E il debito pubblico è tornato ad aumentare. Quindi le preoccupazioni di Bruxelles sono legittime. Io mi auguro che ci sia la volontà di riguadagnare controllo sulla spesa pubblica. La chiusura del contratto del pubblico impiego non è incoraggiante. Non tanto per gli aumenti (che, se sommati alla contrattazione decentrata, superano di molto per il secondo biennio gli incrementi nel settore privato) quanto per il fatto che il governo ha esautorato l´Aran, l´agenzia che avrebbe potuto contrattare miglioramenti nell´efficienza della pubblica amministrazione ed essere un filtro tecnico fra governo e sindacati».

                  Nei giorni scorsi «lavoce. info» ha rimproverato a Siniscalco di abbandonare il suo ruolo di tecnico. Teme una finanza pubblica pre-elettorale?

                    «Questo governo non tiene in alcuna considerazione il ruolo dei tecnici. Oltre al caso dell´Aran, abbiamo gli avvicendamenti al Tesoro e il fatto di avere lasciato il posto cruciale di direttore generale vacante per quasi un anno. Non credo ai ministri tecnici, ma è paradossale che un ministro che si autodefinisce tecnico, tolleri tutto questo. Si fanno troppi errori di progettazione: la riforma Irpef ha una struttura delle aliquote effettive priva di senso; il bonus figli, per come è strato introdotto, non potrà mai incoraggiare la natalità; i rubinetti di spesa rendono del tutto inefficaci gli incentivi a investimenti e occupazione. Tutti esempi di sprechi dovuti ad errori tecnici evitabili. Ne elencavamo altri nella nostra presa di posizione, peraltro sofferta perché non pochi di noi sono amici di Siniscalco».

                    Una delle scelte di politica economica delle prossime settimane dovrà essere il taglio dell´Irap. Ci sono risorse sufficienti?

                      «La chiusura del contratto del pubblico impiego lascia poco spazio. Concentrerei queste poche risorse in un´operazione su Irap e decontribuzione dei salari più bassi».

                      L´esito dei referendum sull´Europa è dovuto, come sostengono in molti, all´allargamento a Est dell´Unione?

                        «Molte reazioni ai referendum sembrano cercare un capro espiatorio nell´allargamento. E´ un modo di scaricare su altri le responsabilità di politiche sbagliate. Tra l´altro, come mostriamo in un recente lavoro sul sito della Fondazione (www.frdb.org) c´è stata sin qui molta meno immigrazione dai nuovi paesi membri di quanto prevista. Semmai la chiusura delle frontiere ai lavoratori dei nuovi paesi» membri da parte di Francia e Olanda ha indirizzato i flussi migratori verso i paesi più liberali, Irlanda e Regno Unito in primis».