“Intervista” T.Boeri: «Salari fermi, il Paese è più povero»

13/02/2004


VENERDÌ 13 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina 7 – Interni
 
 
L´ECONOMISTA
"Parlare di Italia più ricca, come fa il premier, è sconcertante"

Boeri: "Salari fermi, il Paese è più povero"


          ROMA – «I dati sull´andamento delle retribuzioni negli ultimi anni sono quelli che sono. Parlare come fa Berlusconi di potere d´acquisto in crescita, lascia francamente sconcertati».
          Il giudizio è di Tito Boeri, economista per il sito
          lavoce.info e direttore della Fondazione Rodolfo Debenedetti.
          Come può allora il presidente del Consiglio fare affermazioni del genere, professore?
          «Non ne ho idea, mi auguro fornisca dei dati concreti su cui basa questo tipo di affermazioni».
          Se questi dati concreti non uscissero fuori?
          «Allora restano validi quelli di cui disponiamo, dati che parlano in termini oggettivi di una stagnazione economica a causa della quale il prodotto interno lordo è cresciuto molto poco, sconfinando addirittura in territorio negativo».
          L´esatto opposto, cioè, di ciò che sostiene Berlusconi?
          «In condizioni del genere, non si può per definizione affermare che il paese sia mediamente più ricco».
          A fronte di qualcuno che paga di più, però, dev´esserci per forza di cose qualcun altro che guadagna più di prima. O no?
          «Ah, certo, qualcuno che sta meglio c´è per forza, qui però stiamo parlando di un impoverimento complessivo. Tra l´altro, Berlusconi cade anche in contraddizione».
          Perché, professore?
          «Berlusconi sostiene che l´inflazione è in realtà più elevata rispetto a quella rilevata, e questo a causa dell´euro. Se le cose stessero davvero così, vorrebbe dire che semmai siamo perfino più poveri di quel che dicono le statistiche. Lui invece da un lato accusa l´euro di aver scatenato un´inflazione ancora più elevata, dall´altro però nega la diminuzione del potere d´acquisto».


          (b.j.)