“Intervista” T.Boeri: «Legare salari e produttività»

02/02/2004


SABATO 31 GENNAIO 2004

 
 
Pagina 3 – Economia
 
 
L´ECONOMISTA
Tito Boeri: nuovi parametri per avere maggiori redditi

"Legare salari e produttività via la gabbia della paga unica"
          LUISA GRION


          ROMA – Frenare il «terrorismo» messo in atto su inflazione ed euro e rimettere mano al modello di contrattazione salariale. Sono i due rimedi che Tito Boeri, economista e coordinatore della «Voce.info», suggerisce per arginare il malessere e l´incertezza che emergono dal mercato del lavoro.
          Condivide l´analisi sull´impoverimento dei salari?
          «Il livello dei redditi si è abbassato, non vi è dubbio. Abbiamo dati precisi: nel settore privato dal 1993 al terzo trimestre 2003, a fronte di un aumento della produttività del 13 per cento, vi è stata una crescita media dei salari reali dello 0,3 per cento. Praticamente fermi. Anzi secondo i dati Inps, dal 1996 allo scorso anno la crescita dei salari è risultata inferiore a quella dell´inflazione».
          Che fare?
          «Rivedere il modello contrattuale e potenziarne il decentramento. Negli ultimi anni una fetta delle risorse originata dalla diminuzione del costo del lavoro è servita a finanziare nuova occupazione, il che in sé, è una buona cosa. Ma ora, se si vuole fare ripartire l´economia bisogna fare sì che anche i salari vengano beneficiati da quel valore aggiunto. Va rafforzata la contrattazione aziendale: nelle imprese esposte a concorrenza, gli incrementi salariali vanno legati alla maggiore produttività»
          Così non si crea una disparità di reddito fra chi sta in un´azienda competitiva e chi invece è dipendente di una meno produttiva?
          «La differenziazione è inevitabile, altrimenti l´unico risultato è l´appiattimento verso il basso: salari poveri per tutti e crescita esponenziale della conflittualità»
          Propone una sorta di gabbia salariale?
          «No, lego il livello salariale all´azienda, non al territorio»
          La causa dell´impoverimento non può essere piuttosto l´inflazione?
          «Trovo che su questo fenomeno e sull´euro ci sia una grave disinformazione, una vera e propria campagna terroristica. Ciò è pericoloso: genera conflittualità e, deprimendo i consumi e l´offerta di lavoro, induce effetti recessivi».