“Intervista” T.Boeri: Il piano del governo non offre giusti rimedi

12/05/2003
          LUNEDÌ, 12 MAGGIO 2003
           
          Pagina 13 – Economia
           
            L´INTERVISTA
           
            Tito Boeri: i premi a restare al lavoro sono inutili regali
           
            "Il piano del governo non offre giusti rimedi"
           
           
           
          una maastricht?
          no grazie
          L´idea di una riforma Ue delle pensioni è assurda
           

          ROMA – «Sì, il quadro è questo: i giovani avranno una copertura pensionistica molto minore di chi ha già lasciato il lavoro. Ne devono essere consapevoli, così come devono essere informati sui rimedi possibili. Due: l´allungamento della vita lavorativa e l´adesione ai fondi pensione con l´utilizzo del Tfr. E sul primo punto il governo sta seguendo una strada del tutto sbagliata». Tito Boeri, economista della Bocconi fondatore del sito lavoce.info, insiste molto sulla necessità di informare gli italiani sulle loro pensioni future.
          Professore, lei crede che queste informazioni siano carenti?
          «Decisamente. Gli italiani hanno il diritto di conoscere in anticipo quel che riceveranno dalla previdenza pubblica. Ma di fatto non lo sanno. Sul nostro sito stiamo per pubblicare il facsimile del bollettino che le autorità svedesi mandano periodicamente a tutti i cittadini per informarli: spero sia un contributo per uniformarci anche noi».
          Sì, ma una volta che il neoassunto viene a conoscenza che la sua pensione sarà meno della metà dell´ultimo stipendio, cosa può fare?
          «Può convincersi che gli conviene ricorrere alla previdenza integrativa, può capire che se aspetterà qualche anno prima di lasciare il lavoro, la sua pensione sarà meno magra».
          Sarà sufficiente questo a indurlo a restare al lavoro fino a 65 anni?
          «No. Penso che una riforma seria delle pensioni debba proporsi di allungare la vita lavorativa disincentivando chi vuole lasciare prima dei 65 anni, e lo strumento è il passaggio al sistema contributivo pro-rata per tutti: cioè pensioni d´ora in poi legate ai contributi anche per chi aveva nel ’95 più di 18 anni di vita lavorativa alle spalle».
          La delega che il Parlamento sta per approvare prevede invece solo una serie di incentivi a chi resta al lavoro. Funzioneranno?
          «Non credo. La delega è sbagliata perché finirà per premiare chi aveva comunque già deciso di restare di più al lavoro».
          Cosa risponde a chi dice che è meglio tenersi il Tfr, che qualcosa rende comunque, piuttosto che affidarsi ai fondi pensione che ultimamente hanno perso valore?
          «Occorre garantire i lavoratori contro i fallimenti dei fondi ma non penso sia possibile assicurare un rendimento minimo».
          La riforma delle pensioni può essere fatta in sede europea, come propone Berlusconi?
          «No. I paesi europei hanno situazioni così diverse che è assurdo imporre parametri uguali. E comunque non si creda di scaricare su Bruxelles le responsabilità politiche della riforma per cercare di sfuggire al confronto sociale. In quel caso il confronto si tradurrà subito in scontro».


          (m.ru.)