“Intervista” Storace: sull´articolo 18 andrò fino alla Corte Costituzionale

21/12/2001
La Stampa web







(Del 21/12/2001 Sezione: Interni Pag. 8)
IL GOVERNATORE DEL LAZIO: «TREMONTI È VENUTO A FARE IL KILLER DELLE REGIONI, E´ VERGOGNOSO»
Storace: sull´articolo 18 andrò fino alla Corte Costituzionale
intervista
Gigi Padovani

inviato A ROMA

VA avanti per la sua strada, Francesco Storace. Non replica al rimbrotto (smentito dal portavoce Bonaiuti) di Berlusconi sull´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ma quanto annuncia il «governatore» del Lazio è ancora più duro di una polemica verbale: si dice pronto a rivendicare la competenza delle Regioni sul lavoro davanti alla Corte Costituzionale. Non solo: anche sulla Sanità, Storace rifiuta di fatto l´accordo per il riparto dei 140 mila miliardi e chiede al governo di ripianare i debiti. Con un´aggiunta durissima contro il ministro dell´Economia: «E´ il killer delle Regioni».
Presidente Storace, ci risiamo: adesso fa venire i brividi al premier. «Guardi, tutto mi va, tranne che far venire i brividi al presidente del Consiglio, anche perché di questi tempi c´è il rischio influenza. Nel pomeriggio ci siamo anche parlati, io e Berlusconi. Lui mi ha chiamato per dirmi che non era vero quanto riportato dalle agenzie di stampa: non ho motivo di dubitare. Non so quale sia il pensiero reale del presidente del Consiglio, so qual è il pensiero del vicepresidente Fini, il quale non giudicò infondata la mia obiezione costituzionale sull´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori».
E quindi?
«Non è volgare, non è offensivo, non è delittuoso chiedere un parere alla Corte Costituzionale su questo problema».
Ha già pronto il ricorso?
«Se non riceverò una risposta convincente, mi pare che quella sia la via maestra: serve a tutti, al governo e alle Regioni, cominciare a far chiarezza sui limiti della legislazione concorrente».
Sembra che siano le stesse preoccupazioni del Presidente Ciampi…
«Il Presidente della Repubblica, nell´incontro che abbiamo avuto al Quirinale, ha detto di condividere le preoccupazioni che gli sono state presentate dal presidente Ghigo a nome di tutte le Regioni: è stato molto esplicito. Per quello che valgono le mie, di preoccupazioni, le avevo espresse prima del voto al referendum, tanto che votai "no"».
Scusi, presidente, ma se non ci fosse stata la riforma del Titolo V della Costituzione, varata dal centrosinistra, oggi non potrebbe ora sollevare il problema dell´articolo 18.
«In Lazio ci sono cittadini e soggetti sociali che chiedono alla Regione di applicare quei poteri: non sono entusiasta, ma non posso neppure fare un´omissione. Su temi delicati come i rapporti di lavoro c´è una forte ricaduta nel territorio».
Cosa vuol dire?
«Poniamo l´ipotesi che il governo sospenda per quattro anni la tutela che impedisce il licenziamento per quelle tre precise tipologie. Sarei contento se avesse una ricaduta occupazionale, magari con 10 mila nuovi assunti. Ma dopo quei quattro anni, che cosa succederà? Se questo è un grimaldello per "usare" diecimila persone, alla fine mi posso trovare diecimila disoccupati che verranno a bussare alla porta della Regione, sostenendo che non li ho tutelati. La rilevanza sociale c´è: perciò bisogna discutere. Mi spiace che non vi sia stata la possibilità di dialogo».
Non dovrebbe essere un tema da «cabina di regia»?
«Si riunisce senza concludere, mi par di capire».
C´è anche un altro problema, quello del riparto sui fondi della sanità: perché siete l´unica Regione che non lo accetta?
«Il mio è un "no" all´intesa senza un impegno del governo sulle risorse del Lazio». Il Lazio non ha aumentato l´Irpef dello 0,5 per cento, come molte Regioni, per ripianare il deficit.
«Non voglio far pagare ai cittadini i debiti del centrosinistra. Noi chiediamo un intervento, anche attraverso un mutuo, di mille miliardi. Nella Conferenza Stato-Regioni c´è stato uno scontro con il ministro Tremonti? «Tremonti è venuto a fare il killer delle Regioni, anche contro Roma capitale. E´ un atteggiamento vergognoso».
Vi sono problemi anche col ministro Alemanno, suo compagno di corrente in An: non molla le competenze sull´agricoltura. «Siamo due iscritti ad Alleanza nazionale, tutto qui». Insomma, va male il rapporto con il governo di centrodestra. Berlusconi è stato duro con le Regioni.
«Lui, che è così attento ai sondaggi, dovrebbe ricordare che Datamedia accredita a tutti i presidenti di Regione una grande popolarità. Rispondiamo positivamente alle attese dei cittadini».



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