“Intervista” Sindacaliste che non ti aspetti: Renata Polverini

01/06/2007
    31 maggio 2007 – ANNO XLV N.22

      Pagina 102 – Economia

      Il nostro tempo
      Le sindacaliste che non ti aspetti

        Renata Polverini – Guida la Ugl. Vota An. Ma è pro articolo 18 e contro la riforma delle pensioni.

          Alessandra Gerli

            È la prima donna e la più giovane segretario generale della storia sindacale italiana. A 45 anni, Renata Polverini guida l’Ugl, il sindacato di destra, erede della vecchia Cisnal. Vota An. Ma le sue parole d’ordine suonano spesso di sinistra, quella più radicale. Nei cinque anni di governo di centrodestra ha fatto sei scioperi generali: pro articolo 18 e contro la riforma delle pensioni.

            Le pensioni sono ancora all’ordine del giorno. Meglio lo scalone di Maroni o gli scalini di Damiano?

              Per il momento c’è lo scalone. Gli scalini sono stati annunciati e a trovare le risorse dovremmo essere noi. Ma il problema è del governo, che ha messo l’abolizione dello scalone nel programma.

              Lo sciopero generale è sempre «un’opzione concreta»?

                Se abbiamo scioperato contro lo scalone di Maroni, non vedo perché non dovremmo farlo ora. Il governo propone gli scalini, insiste sull’innalzamento dell’età pensionabile e la revisione dei coefficienti. Non si può avere tutto.

                Donne in pensione prima degli uomini: pensa che sia un diritto o una discriminazione?

                  In certi lavori per le donne è un problema di conformazione fisica. Se poi non si vogliono differenze, che almeno si riconosca alle donne il fatto di essere madri: un bonus previdenziale, con contributi aggiuntivi durante l’astensione per maternità.

                  Sul contratto degli statali ha detto di non vedere alternative allo sciopero…

                    E ho fatto bene. La vertenza è durata troppo. Il 6 aprile abbiamo sottoscritto un accordo. I tempi stabiliti sono abbondantemente superati e i lavoratori pubblici violentemente attaccati.

                    Da chi?

                      Da tutti. Li chiamano casta privilegiata, fannulloni, ma nel pubblico impiego ci sono anche eroi. E hanno stipendi molto bassi.

                      Il tesoretto. Prodi ne ha promesso un terzo alle imprese. Giusto o sbagliato?

                        Le imprese hanno già avuto, con la riduzione del cuneo fiscale. Il tesoretto va rivolto a famiglie, salari e pensioni.

                          A chi giovano e a chi nocciono le nuove superbanche?

                            Finora hanno giovato solo agli assetti di potere. Grandi ritorni per i consumatori non ne ho visti. E poi nelle fusioni c’è sempre una perdita di posti di lavoro.

                              Alta velocità pro o contro?

                                Pro, come per tutte le opere infrastrutturali di cui il Paese ha bisogno. Ma il territorio va compensato.