“Intervista” Sella: spese bancarie sotto il carovita

18/09/2003


18 Settembre 2003

intervista
Roberto Ippolito

IL PRESIDENTE DELL’ABI REPLICA ALLE CRITICHE
Sella: spese bancarie sotto il carovita
«Billè sbaglia, nel nostro settore c’è concorrenza vera»

LE banche sono troppo care? «Negli ultimi sette anni sono cresciuti meno dell’inflazione i costi delle banche per la totalità dei clienti, costituiti dalla somma delle commissioni e dell’intermediazione (la differenza fra gli interessi pagati e riscossi)»: risponde così Maurizio Sella, presidente dell’Abi, l’associazione bancaria, in questi giorni di polemiche aspre sull’inflazione e sulle sue cause.
Dottor Sella, è proprio sicuro?
«L’inflazione media annua complessiva in Italia degli ultimi sette anni è stata dell’1,4%, il costo delle banche è cresciuto al ritmo solo dello 0,7».
Lei però tiene conto nel suo calcolo della discesa dei tassi: non c’è stata invece un’impennata delle spese dei servizi?
«Anche se i tassi sono scesi, il margine di intermediazione poteva restare immutato. Invece è sceso sensibilmente: di più dell’aumento delle commissioni».
Scusi se insisto: nel 2003 non sono volate le spese bancarie?
«Il costo dei servizi bancari secondo l’Istat è aumentato a luglio 2003 rispetto a un anno prima del 6,8% contro il 2,7 dell’indice complessivo. Tuttavia l’Istat ha cambiato il campione di rilevazione per oltre il 50%: se avesse conservato lo stesso campione di banche, la variazione tra gennaio e luglio 2003 sarebbe pari allo 0,6% contro un indice complessivo dell’1,2».
Ma alla «Stampa» il presidente della Confcommercio Billè ha lamentato aumenti dei servizi finanziari pari al 61%: vuole rispondergli?
«Mi dispiace dover rilevare l’imprecisione del presidente Billè che non indica in quale periodo questo aumento sarebbe avvenuto. Fra l’altro la voce servizi finanziari per l’Istat comprende assicurazioni e Poste oltre alle banche».
Billè accusa l’Abi di aver dato vita a cartelli con il favore del governo: si sente colpevole?
«Gli unici cartelli che conosco sono quelli all’entrata degli sportelli bancari, dove sono riportate le condizioni dei servizi offerti alla clientela».
Cartelli poco leggibili: lo ammette?
«L’iniziativa dell’Abi denominata “Patti chiari” e quella sulla trasparenza voluta dalla Banca d’Italia porteranno da ottobre a un notevolissimo incremento della chiarezza, della trasparenza e della comprensibilità delle condizioni contrattuali e dei prezzi. Insomma, vogliamo arrivare a un rapporto più semplice, amichevole e di ancora maggiore fiducia con i clienti».
C’è davvero concorrenza?
«Al presidente Billè dico: altro che cartelli! Nelle banche c’è piena concorrenza. Questa è dimostrata dalla grande varietà di condizioni offerte, dai due milioni di clienti che hanno cambiato istituto sia nel 2001 che nel 2002 stimolati da offerte ritenute migliori e dal già citato spread ovvero la riduzione dal 6 al 4% della differenza tra tassi attivi e passivi
».
Come mai nessun istituto fa pubblicità rivendicando di offrire spese più basse?

«I prezzi sono già pubblicizzati sui fogli informativi disponibili negli sportelli. Alcuni istituti li divulgano anche su internet. E le variazioni sono comunicate per iscritto ai clienti. Con l’operazione patti chiari e la nuova normativa sulla trasparenza avremo sensibili miglioramenti».
«Patti chiari» sono invocati proprio dai consumatori, ma non significano prezzi bassi.
«L’associazione bancaria britannica ha chiesto a una nota società di consulenza un’indagine sui prezzi praticati in Europa essendo preoccupata per le accuse agli istituti nazionali di essere troppo cari. Dall’indagine, quindi non nostra, emerge che le banche italiane praticano prezzi inferiori alla media per i servizi comparabili con quelli delle banche degli altri paesi europei».
Lei cita dati e sondaggi, ma sa che la percezione dei clienti in Italia è comunque di pagare troppo i servizi delle banche?
«Il sistema bancario italiano ha fatto passi da gigante, è in piena concorrenza, la dimensione media è molto cresciuta. In Europa non sfigura davvero. Deve riuscire a far percepire alla clientela quanto ho cercato di spiegare prima: “Patti chiari” va in questa direzione».
Lei garantisce anche la maggiore efficienza delle banche?
«In dieci anni il sistema bancario ha fatto più strada di qualunque altro settore. Ricordiamo che era definito una foresta pietrificata. Molto è stato fatto, ma molto resta da fare anche perché lo scenario esterno sta rapidamente cambiando».
Ma cosa dice ai clienti che protestano oggi?
«I clienti delle banche hanno, come in tutti settori, uno strumento fondamentale: possono decidere dove servirsi».