“Intervista” Scaramucci: sono interessato alla privatizzazione di Salsomaggiore

13/06/2003


13 giugno 2003)

Il gruppo Vitawell ha presentato domanda al Comune "Aspettiamo la pubblicazione del bando per ufficializzare la nostra offerta" Le polemiche con gli albergatori toscani "Le opere ritardano? Non ho la bacchetta magica e non posso risolvere i problemi in un battibaleno" Le strumentalizzazioni politiche
Dopo Montecatini le terme di Chianciano

La nuova scalata di Scaramucci
"E sono interessato alla privatizzazione di Salsomaggiore"

Beauty farm, centri Tonic, cosmetici, fino al grande colpo della gestione delle Terme di Montecatini. Mauro Scaramucci punta a consolidare la leadership nel settore del benessere e del termalismo. Ma la gestione, assieme al commendator Pietro Santarelli, delle rinomate Terme di Montecatini, non sarà il punto di arrivo ma di partenza per le nuove scalate imprenditoriali di Scaramucci. A cominciare dalle terme di Chianciano. Pochi giorni fa, infatti, sono state aperte le buste nel comune toscano per i candidati che "hanno mostrato interesse" alla privatizzazione delle terme di Chianciano. Tre sono state le domande pervenute: quelle dell’ascolano Scaramucci, della nota famiglia Ligresti e di una cordata di imprenditori locali.

"Abbiamo inoltrato domanda – spiega Scaramucci – perchè crediamo fortemente nel termalismo e vorremmo investire in tutte quelle città dove gli impianti termali saranno privatizzati. Siamo quindi interessati alle terme di Chianciano così come siamo pronti ad inserirci in un’eventuale trattativa per Salsomaggiore. Per le terme di Chianciano aspettiamo però la pubblicazione del bando per ufficializzare la nostra partecipazione e quantificare l’offerta. So che alla gestione è interessata anche la famiglia Ligresti e una cordata di imprenditori locali, ma se il bando che verrà pubblicato sarà alla nostra portata, abbiamo le carte in regole per concorrere e vincere".

Dopo un anno di gestione delle terme di Montecatini che bilancio si può trarre? Molti albergatori toscani credevano che gli ascolani fossero i "salvatori della patria" ma ora molti di loro si sentono un po’ traditi.

"Alla fine di febbraio abbiamo chiuso il bilancio con lo stesso fatturato dell’anno precedente e non ci sono state perdite. Abbiamo preso in gestione il complesso termale di Montecatini per trent’anni e non possiamo realizzare tutto nell’arco di 12 mesi! Abbiamo stilato un programma di lavori e stiamo seguendo la nostra tabella di marcia".

Eppure la stampa locale parla di gravi ritardi nell’esecuzione delle opere.

"Credo che alla radice delle critiche che ci vengono rivolte ci siano le grosse aspettative degli operatori della città, ma noi non abbiamo la bacchetta magica e non possiamo risolvere i problemi di Montecatini in un battibaleno. Piuttosto, ci auguriamo che anche gli albergatori diano seguito ai loro progetti riqualificando le loro attività. Sono convinto, inoltre, che alla base dei presunti malumori ci siano anche le fibrillazioni politiche. Qui, il prossimo anno si andrà alle urne e il presidente della società che gestisce le terme di Montecatini è il sindaco in carica. Ergo…".

MARIO PACI