“Intervista” Salvi: in gioco la democrazia, Fassino deve schierarsi

09/07/2002





intervista

(Del 9/7/2002 Sezione: Interni Pag. 4)
Salvi: in gioco la democrazia Fassino deve schierarsi

ROMA SENATORE Salvi, lei è uno dei leader della minoranza ds, come giudica la linea adottata dal suo partito nei confronti della Cgil in queste ultime vicende?

«Finora da parte della maggioranza c´è stata un´impressionante sottovalutazione di questa offensiva che la destra sta dispiegando. Il governo Berlusconi utilizza tutti i mezzi per isolare Sergio Cofferati e la Cgil. Non solo: l´obiettivo ultimo è quello di rendere inoffensiva tutta la sinistra nel campo sociale e in quello politico. Io non posso fare altro che sperare che il mio partito cominci a comportarsi diversamente da come ha fatto sino a oggi».

Il segretario ds Piero Fassino, però, ha già avuto modo di dire che non è sua intenzione trasformare la Quercia in una sorta di cinghia di trasmissione della Cgil.

«Il problema, a questo punto, non è più quello di essere o non essere d´accordo con Cofferati, il problema è un altro e riguarda l´intero Paese: è in gioco la democrazia che viene attaccata da questo governo nel momento in cui si tenta di escludere la Cgil».

La quale Cgil continua a far sapere che è sua intenzione raccogliere le firme per un referendum contro la modifica dell´articolo 18. Il suo partito, però, appare assai prudente.

«Io ho sottoscritto anche il referendum per l´estensione a tutte le aziende dell´articolo 18. Penso che il referendum sia lo strumento che in democrazia consente di bocciare le scelte volute da una maggioranza che è tale solo in Parlamento ma che non rappresenta la maggioranza degli elettori. Credo perciò che il mio partito debba sostenere questa iniziativa della Cgil, come deve raccogliere le firme anche per il referendum sul conflitto d´interessi».

A proposito del referendum della Cgil, Massimo D´Alema sostiene che le firme si raccolgono e le iniziative referendarie si fanno solo quando si pensa di vincere.

«E perché si dovrebbe perdere? Chi lo ha detto?».

D´Alema non lo ha detto ma lo ha lasciato ampiamente intendere.

«Io spero proprio che il mio partito non continui in questa linea, non sottovaluti ancora la posta in gioco. La maggioranza dei ds dovrà pur accorgersi della gravità di quanto sta accadendo. Basta mettere insieme i fatti degli ultimi giorni: prima alcuni ministri, tra cui Maroni, adombrano che ci siano dei collegamenti tra il sindacato e il terrorismo, poi escono misteriosamente le lettere di Marco Biagi in cui si fa il nome di Cofferati, quindi Berlusconi alla Camera riprende quel nesso…».

Insomma, senatore Salvi la linea del suo partito la convince ben poco.

«E´ che si va avanti in ordine sparso. E nella base del partito c´è preoccupazione per questa linea dei ds, c´è il timore che non vi sia una reazione netta e decisa nei confronti di quello che sta accadendo».

Senatore, ritiene che, alla fine, sia possibile il mutamento di rotta dei ds da lei auspicato?

«Mi auguro che vi sia un atto di resipiscenza da parte della maggioranza del mio partito: non si può continuare a eludere il "nodo-Cgil". Se così non sarà noi della minoranza andremo avanti comunque e con maggiore decisione».

m. t. m.