“Intervista” Sacconi: «Una riforma necessaria più tutele, meno sommerso»

10/02/2003

9 FEBBRAIO 2003

 
 
Pagina 35 – Economia
 
 
L´INTERVISTA
Maurizio Sacconi, sottosegretario al Welfare: dai sindacati accuse ingiuste
"Una riforma necessaria più tutele, meno sommerso"
il far west Con la delega riportiamo nelle regole molte situazioni da Far West
GIORGIO LONARDI
          MILANO – «Questa riforma non è il Far West del mondo del lavoro». Il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi rispedisce al mittente le critiche da sinistra alla nuova normativa. E contrattacca: «Ricordiamoci che questa legge è stata scritta da un socialista cattolico come Marco Biagi».
          Secondo una parte del sindacato da oggi «il lavoratore è più solo». Lei che ne dice?
          «Dico che è falso. Al contrario lo scopo del provvedimento è riportare nelle regole una grande parte del mondo del lavoro che adesso sfugge alle norme. Non dimentichiamo che risulta occupato solo il 55,4 per cento degli italiani fra i 15 e i 65 anni. E che questa percentuale fra le donne scende al 42 per cento. Si tratta dei valori più bassi d´Europa».
          Quali sono i provvedimenti che combattono il lavoro nero?
          «Tutto l´impianto della legge favorisce l´emersione. Le posso citare l´introduzione di coupons prepagati per i contributi Inail e Inps per i lavoratori saltuari. Penso alle babysitter. Ma non solo».
          Questi coupons si potranno acquistare anche dal tabaccaio?
          «Questo non lo sappiamo ancora. In ogni caso saranno acquistabili facilmente da tutti. Ma la riforma non si limita certo ai coupons. Basti pensare ai confini più rigidi imposti alle collaborazione coordinate e continuative..»
          Il mondo dei Co.co.co?
          «Appunto. Al posto del Co.co.co ci sarà il lavoro a progetto cioè un vero e proprio lavoro autonomo con un "capo e una coda". Perché i progetti hanno un´inizio e una fine. Ma viene disciplinato anche lo "staff leasing" cioè il lavoro in affitto a tempo indeterminato».
          Scusi, ma lo staff-leasing non è una novità?
          «Oggi c´è il divieto per l´intermediazione di manodopera. Ma questo divieto viene spesso aggirato attraverso la fornitura di servizi. Con le nuove norme, invece, si stabilisce un confine preciso fra la fornitura di servizio e l´intermediazione di manodopera. E in ogni caso lo staff-leasing sarà sottoposto a regole che, come minimo, saranno altrettanto rigide di quelle adottate per il lavoro interinale».
          La riforma riduce il potere del sindacato, o no?
          «Non è vero. In molti punti della riforma, come nella sezione relativa al part-time si fa riferimento esplicito alla contrattazione collettiva. Mentre nell´articolo 10 si subordinano vantaggi normativi ed economici al rispetto di tutti i contratti in vigore. Senza contare il ruolo importante attribuito agli organismi bilaterali costituiti da sindacati e organizzazioni imprenditoriali. In questo modo si esalta il ruolo del sindacato».
          A che tipo di sindacato pensa?
          «Il ricorso agli organismi bilaterali irrobustisce un modello di sindacato più collaborativo e partecipativo che conflittuale. Anche se non si propone di eliminare il conflitto».
          Non crede che tutta questa proliferazione di nuovi contratti contribuisca a ridurre il peso dei sindacati?
          «E perché mai? Il compito dei sindacati è di organizzare i lavoratori. A prescindere dalla tipologia contrattuale. Ad ogni modo da una parte il contratto più diffuso è sempre quello a tempo indeterminato. Mentre dall´altra si aprono nuovi spazi per la contrattazione stessa».
          Ci può fare un esempio?
          «Fino ad oggi tutta la materia che riguardava il part-time era rigidamente regolata per legge. D´ora in poi, invece, si aprono nuovi spazi di contrattazione sindacale. Come nel nuovo part-time verticalizzato».
          Cioè?
          «La possibilità di lavorare solo per alcuni mesi all´anno. Ma con un contratto a tempo indeterminato».