“Intervista” Sacconi: «Un accordo equilibrato e crescerà l´occupazione»

24/06/2002


SABATO, 22 GIUGNO 2002
 
Pagina 9 – Economia
 
IL GOVERNO
 
Maurizio Sacconi, sottosegretario al Welfare e mediatore della trattativa
 
 
 
 
la contraddizione La Cgil si contraddice: toni esasperati, ma poi dice no ai referendum di Bertinotti
 
VITTORIA SIVO

ROMA – Maurizio Sacconi, sottosegretario al Lavoro è uno degli artefici del documento consegnato giovedì dal governo a imprenditori e sindacati, assente la Cgil.
Ma non è ancora detta l´ultima parola. Cisl e Uil consulteranno i propri organismi.
L´accordo è davvero a portata di mano?
«Io sono moderatamente ottimista. Abbiamo raggiunto un solido equilibrio fra le posizioni delle parti. Primo, si sono rafforzate le tutele attive, cioè i servizi e il sostegno al reddito del disoccupato. Secondo si è superata la delega a modificare l´art.18, sia pur sperimentalmente, riproponendo un meccanismo già ripetutamente concordato dalle parti in passato per favorire le assunzioni nelle piccole imprese, il cosiddetto «non computo» ai fini della soglia dei 15 dipendenti. Terzo, viene favorita una evoluzione delle relazioni industriali valorizzando gli organismi bilaterali imprese-sindacati, come soggetti privati per gestire obiettivi contrattuali».
Il governo ha però dovuto rinunciare agli altri due casi in cui aveva proposto di superare i vincoli dell´art.18.
«In una onesta mediazione ciascuno cede qualcosa. Ma non sono toccate né le tutele di oggi dei lavoratori né le regole che valgono per le diverse classi di imprese. Nessuna violazione di diritti fondamentali. Se invece qualcuno crede a questa favola, allora sia coerente e corra a firmare per il referendum promosso da Bertinotti».
Si riferisce alla Cgil e a Sergio Cofferati»?
«E´ singolare la posizione di questa Confederazione: da un lato esaspera i toni, con espressioni tanto intolleranti che nemmeno nello scontro del ’84 sulla scala mobile furono mai utilizzate dalla Cgil di Luciano Lama, e dall´altro non aderisce al referendum di Rifondazione».
La minaccia di ritorsioni salariali della Cgil non crea problemi?
«Il Patto sociale che stiamo cercando di costruire sarà nel segno di quella politica dei redditi e di coesione sostenuta da tutte le parti sociali, Cgil inclusa, quindi le eventuali piattaforme contrattuali in dispregio di questa logica si scontreranno con i vincoli oggettivi del mercato e con l´obiettivo di fare nuova occupazione».
Guglielmo Epifani, che fra pochi giorni succederà a Cofferati, parla di «riformetta».
«La Cgil continua a difendere il tradizionale mercato del lavoro come se fosse il migliore dei mondi possibile, mentre è quello che ha prodotto il tasso di occupazione più basso d´Europa, lasciando il disoccupato abbandonato a se stesso».