“Intervista” Sacconi tende la mano a Cofferati “Adesso torniamo a parlare”

06/02/2002


MERCOLED�, 06 FEBBRAIO 2002
Pagina 32 – Economia
L’INTERVISTA
Il sottosegretario al Welfare: sono per la politica dei piccoli passi
Sacconi tende la mano a Cofferati "Adesso torniamo a parlare"
"Il governo � disponibile a mediazioni che salvaguardino la modifica sperimentale e limitata dell’art.18"
VITTORIA SIVO

ROMA — Un �accordo e basta�, come dicono i sindacati, oppure il passaggio del primo semaforo di quell’�onda verde� fatta di problemi risolti uno per volta, che l’on. Maurizio Sacconi si augurava nei giorni scorsi? Lo chiediamo allo stesso Sacconi, sottosegretario al Lavoro, all’indomani dell’intesa sul pubblico impiego.
�Penso proprio che sia l’inizio dell’�onda verde�. Anche perch� questo importante risultato per i pubblici dipendenti era stato preceduto da alcuni segni premonitori�.
Quali?
�Gli accordi fra governo e parti sociali per il recepimento di due significative direttive europee: sulla protezione dei lavoratori dagli agenti chimici e soprattutto sui comitati aziendali europei con cui vengono introdotti per la prima volta nel nostro ordinamento i diritti di informazione e consultazione dei lavoratori sulle scelte delle imprese�.
Il che non ha impedito uno scontro durissimo su altri argomenti, vedi il famoso art.18 dello Statuto dei lavoratori.
�Sono per una pragmatica successione di piccoli passi�.
Quindi per ora il governo ha deciso di accantonare l’art.18?
�Nei fatti le due materie pi� controverse, art.18 e arbitrato, erano gi� in coda al disegno di legge delega sul mercato del lavoro e potranno essere riesaminate insieme durante il percorso parlamentare del provvedimento. Il dialogo con le parti sociali pu� accompagnare l’iter, naturalmente senza pretendere di sostituire il primato delle Camere. Il governo � disponibile a mediazioni che salvaguardino la modifica sperimentale e limitata dell’art.18 e nel contempo valorizzino il ruolo di sindacati e imprese nella prevenzione e regolazione dei conflitti di lavoro�.
Se i sindacati insistono per lo stralcio?
�La richiesta � irricevibile. E’ una questione di rispetto reciproco. Per cui l’alternativa che abbiamo di fronte � tra una ragionevole mediazione sul merito dei problemi oppure l’accettazione di un limitato e non drammatico dissenso�.
Oggi si apre il congresso della Cgil, al quale lei presenzier�. Che messaggio invierebbe a Sergio Cofferati?
�Mi auguro che il congresso segni la conclusione di una fase particolare nella vita della Confederazione e che la Cgil torni all’approccio gradualista e pragmatico che le ha spesso consentito accordi con governo non certo �amici�. L’invito a Cofferati � di un confronto pi� sereno e senza le forzature propagandistiche che ci hanno descritto come vampiri del lavoro. Non c’� bisogno di condividere la visione del mondo per arrivare a dei buoni accordi, basta condividere un obiettivo che tutti diciamo di volere: alzare il bassissimo tasso di occupazione italiano�.
Ma i sindacati dicono che l’accordo per gli statali non � un lasciapassare per altre intese.
�E’ ovvio che l’accordo sul pubblico impiego � cosa distinta e separata dal resto. Ma il clima � indubbiamente migliorato. Non � poca cosa. Partiamo da qui�.
Come sintetizzerebbe il suo messaggio al leader della Cgil: Cofferati parliamone?
�Esattamente�.