“Intervista” Sacconi: non vuole mediare così spera di unire la sinistra

13/05/2002



L’INTERVISTA


Sacconi: non vuole mediare così spera di unire la sinistra
      ROMA – «Il governo vuol riprendere la trattativa sul lavoro con tutti i sindacati. Dividerli non è il nostro obiettivo. Ma, se la Cgil è arroccata sulle sue posizioni, dialogheremo con chi c’è». Il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi ha letto sul Corriere l’intervista al leader della Cgil, Sergio Cofferati. «Mi pare sulla difensiva», osserva.
      Cofferati dice: «Se hai costruito un progetto destinato a durare si può anche perdere una battaglia». Come lo legge?
      «Incoraggia il sospetto che oggi Bertinotti sia più sindacalista di lui. Cofferati sembra rassegnato a non cercare la mediazione. Di più: pensa che così tiene insieme il popolo della sinistra».

      Per Cofferati il governo ha interrotto il dialogo.

      «In 10 mesi abbiamo fatto tanti accordi sul lavoro anche con la Cgil: dalla riforma del collocamento al pubblico impiego…».

      Poi che è successo?

      «Il dialogo è mancato quando si è passati a riforme più complesse».

      Avete sbagliato sull’articolo 18?

      «Possibile: non avremmo voluto farne un simbolo, ma aumentare l’occupazione».

      Ma i sindacati, tutti, hanno scioperato?

      «Lo sciopero generale spesso precede grandi accordi perché tutti tornano al tavolo con spirito diverso. Spero che Cgil lo faccia».

      E come cambia lo spirito del governo?

      «Abbiamo aperto un tavolo fiscale e uno lo apriremo sul Sud…».

      Ma il nodo restano le risorse da destinare agli ammortizzatori sociali?

      «Elevare il sussidio di disoccupazione è difficile con la spesa squilibrata sulle pensioni d’anzianità e il vincolo del patto di stabilità. Ma in qualche modo faremo».

      E se la Cgil resterà in piazza?

      «Capisco che un sindacato debba gestire il cambiamento senza esserne travolto. Ma non dovrebbe smettere di cogliere le opportunità per tutelare gli interessi di chi rappresenta. Non possiamo subire veti. A differenza dei precedenti governi vogliamo contemperare gli interessi di tutti i lavoratori. E la Cgil non li rappresenta tutti».
Antonella Baccaro


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