“Intervista” Sacconi: Co.co.co. a tempo indeterminato

13/10/2003

ItaliaOggi (Diritto & Fisco)
Numero
240, pag. 33 del 10/10/2003
di Teresa Pittelli


I chiarimenti del sottosegretario al lavoro dopo la pubblicazione in G.U. del decreto di riforma.

Co.co.co. a tempo indeterminato

Sacconi: contratti prorogabili se non riconducibili al progetto

Lunga vita ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Il decreto legislativo che attua la riforma del lavoro (n. 276 del 10 settembre 2003), pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, supplemento ordinario n. 159, consente di prorogare le cosiddette co.co.co. per un tempo indefinito, purché intervenga un contratto aziendale e si tratti di rapporti non riconducibili al lavoro a progetto. ItaliaOggi ha chiesto a Maurizio Sacconi, il sottosegretario al welfare che ha seguito l’iter della riforma, se questa norma non rischia di ridimensionare la portata della legge, il cui obiettivo è quello di ´smascherare’ tutte le co.co.co. fittizie per ricondurle al lavoro subordinato. ´Non c’è alcun rischio perché si tratta di casi in cui le collaborazioni non sono fasulle, ma reali, quindi prive di abuso, e non riconducibili al lavoro a progetto, né a una delle numerose deroghe previste dalla legge’, spiega Sacconi. E annuncia che sui criteri per definire il lavoro a progetto, come l’indipendenza e l’autonomia del lavoratore, il ministero emanerà presto una circolare di chiarimento. È ancora all’esame della commissione lavoro del senato, intanto, il disegno di legge 848-bis che, a fronte della forte dose di flessibilità contrattuale introdotta con la riforma, si propone di riordinare gli ammortizzatori sociali.

Domanda. Il decretone appena pubblicato in G.U. non esclude che, regime transitorio a parte, ´uno specifico contratto collettivo aziendale possa conservare in vita i co.co.co. per un tempo ancora più lungo’. È una norma che potrebbe favorire nuovamente il ricorso alle collaborazioni?

Risposta. È una norma che favorisce solo la gradualità e l’adattabilità aziendale della riforma, perché il provvedimento intende eliminare tutti gli abusi, ma senza imporre dall’oggi al domani stravolgimenti radicali.

I casi ai quali si riferisce la proroga sono quelli che escludono la presenza di lavoro subordinato mascherato da co.co.co.

D. E per fissare i contratti controversi ci sarà la certificazione, che evita il successivo sindacato del giudice nel merito, e rende possibili rinunzie e transazioni sui diritti. Secondo alcuni è un vantaggio per il datore di lavoro.

R. La certificazione, che è volontaria, è un’opportunità per tutte e due le parti, al fine di assisterle nella definizione del contratto più idoneo rispetto alla prestazione, e prevenire un lungo e costoso conflitto. Non dimentichiamo che sarà svolta da organismi bilaterali, dai quali il lavoratore potrà ricevere consulenza e assistenza.

D. Che cosa si aspetta dall’entrata in vigore della legge, tra 15 giorni, e dalla convocazione delle parti sociali?

R. Ci aspettiamo che il sistema digerisca una straordinaria riforma di opportunità per imprese e per i lavoratori, che abbia però i caratteri della gradualità. Infatti abbiamo convocato tempestivamente le parti sociali il 16 ottobre, visto che la legge prevede uno o più accordi interconfederali per accompagnare la transizione dal vecchio al nuovo.

D. Sono ben 43 i rinvii a contratti collettivi e a intese con regioni ed enti locali. E se l’intesa non si raggiunge?

R. Questi accordi sono utili, ma necessari solo in due casi: il contratto intermittente e i contratti di inserimento. Anche qui, però, decorso un termine massimo di nove mesi, il governo può procedere con atti provvisori, reversibili se poi viene firmato l’accordo collettivo.

D. Come pensate di gestire la devoluzione di importanti competenze alle regioni e agli enti locali, come quella relativa ai nuovi contratti di inserimento? Ci sono per esempio mezzi per ´costringere’ le regioni inadempienti ad attuare la legge in tempi brevi?

R. Non ci sono strumenti ufficiali, dal momento che le autonomie locali hanno competenze specifiche attribuite dalla Costituzione. Ma sono sicuro che le regioni saranno interessate a esercitare in pieno i nuovi compiti, per esempio in tema di autorizzazione delle agenzie di collocamento, oltre che di contratti a causa mista, proprio perché indispensabili a un mercato del lavoro più efficiente. L’ho già detto: questa è una riforma che più che imporre adempimenti, offre opportunità.