“Intervista” S.Pezzotta: «Stop al valzer di proposte»

04/02/2004


MERCOLEDÌ 4 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina 35 – Economia
 
 
L´INTERVISTA
Il leader della Cisl, Pezzotta: comunque all´incontro della settimana prossima ci saremo
"Stop al valzer di proposte rivediamoci nel 2005"
          la trattativa Non vado dietro le voci voglio vedere la proposta del governo, ma accordi separati non ne faccio
          il chiarimento Con la Cgil è venuto il momento di chiarire alcuni punti. Poi vedremo se tra noi prevale la logica della mediazione

          RICCARDO DE GENNARO


          ROMA – «Basta con tutte queste proposte. Sarebbe più saggio, a questo punto, rinviare la discussione sui punti dove non c´è accordo alla verifica del 2005». Il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, non è più intenzionato a seguire i continui scontri nella maggioranza sulle pensioni: quella che conta è solo la proposta del governo. Appreso della convocazione dei sindacati annunciata dal ministro Maroni per la prossima settimana, risponde: «Andremo a vedere». Con un avvertimento: «Sulle pensioni accordi separati non ne faccio».
          Pezzotta, sembra che sulle pensioni siamo vicini alla svolta finale. Maroni ha detto che la prossima settimana ogni giorno è buono per la convocazione. Che cosa prevede?
          «Noi andiamo a vedere. Io voglio sapere la proposta del governo. È inutile stare dietro a quello che dice Alemanno, oppure l´Udc. So che questo fa arrabbiare Buttiglione, ma è così. Di che cosa stiamo discutendo? Ce lo dicano».
          Ma, secondo lei, c´è una nuova proposta del governo?
          «Quella che ha presentato a noi c´è. Spero che non sia quella definitiva. L´ultimo giorno che ci siamo visti a Palazzo Chigi ci hanno poi detto che ci avrebbero fatto sapere le eventuali modifiche prima di portarle al dibattito parlamentare».
          Per superare lo «scalone» ora non si parla più di gradualità, ma di quote. Lei è d´accordo a discutere di un innalzamento del mix tra età anagrafica e contributiva per la pensione di anzianità da quota 92 a quota 95 o 96?
          «Le nuove quote possono essere realizzate in un modo o in un altro. Prima di discuterne voglio capire qual è la proposta del governo. Fino a che non la precisa io non mi pronuncio più. Altrimenti è un dibattito inutile. Io però direi che al punto in cui siamo sarebbe saggio rinviare alla verifica del 2005, come prevede la Dini, la discussione sui punti più controversi (come il superamento della gobba) e, oggi, parlare soltanto dei punti sui quali si può ragionare (come il Tfr). Anche se il problema del Paese non è quello delle pensioni, ma la questione economica, dove va l´economia».
          Secondo lei il governo è d´accordo ad aprire un tavolo con le parti sociali su questa questione?
          «Noi abbiamo detto che questa è la questione prioritaria. Loro invece non ci hanno neppure consultato sulla riforma della vigilanza sul risparmio, come se i lavoratori non avessero voce in capitolo. La seconda questione è la politica dei redditi e su questo è inevitabile un confronto con il governo».
          Su alcune questioni, tuttavia, dovete prima chiarirvi con Cgil e Uil. Lei ha invitato Epifani e Angeletti a predisporre una piattaforma unitaria. Hanno risposto?
          «Entrambi dicono che sono pronti, ma non siamo ancora riusciti a trovare una data per vederci. Se ci sono le condizioni bene, altrimenti ognuno per sé e Dio per tutti».
          Epifani dice che il problema non sono tanto le piattaforme e i «tavoli» di confronto, ma gli obiettivi…
          «Se io vado a un tavolo è per raggiungere determinati obiettivi. Comunque con la Cgil è venuto il momento di chiarire alcuni punti. Poi vedremo se prevale la logica della mediazione tra le nostre posizioni, oppure prevale un´altra logica. Io sono disponibile a discutere della rappresentatività sindacale, ma vorrei che anche gli altri accettassero i temi che poniamo noi. Io non punto all´immobilismo, ma alla convergenza».
          C´è il problema drammatico del crollo del potere d´acquisto dei salari. La ricetta della Cisl?
          «C´è bisogno di governare le tariffe, non parlo di blocco, a livello locale e nazionale. Poi è necessario un più rigoroso controllo dei prezzi. Infine, c´è la necessità di una riforma del sistema contrattuale e questo è uno dei punti sui quali dobbiamo confrontarci con la Cgil».
          Per tornare alle pensioni, c´è il rischio che i sindacati si spacchino?
          «Lo dico subito: io accordi separati sulle pensioni non ne faccio».
          La Cisl è disposta a un altro sciopero generale?
          «Il problema non è lo sciopero per lo sciopero. Noi siamo pronti alla mobilitazione, ma prima vediamo che cosa fa il governo».