“Intervista” S.Pezzotta: «Perché l’Unione non capisce il Nord»

14/04/2006
    gioved� 13 aprile 2006

    PRIMO PIANO – Pagina 2

    Intervista a Savino Pezzotta

    �Perch� l’Unione non capisce il Nord�

      C’� una �secessione virtuale�, due Italie che �non sono antagoniste ma profondamente divise�. E c’� un centro.sinistra �che non l’ha capito�. Savino Pezzotta parla della questione settentrionale ormai da ex. Ex sindacalista, ex leader della Cisl ma forse futuro ministro del nuovo Governo. O prossimo Governatore della Lombardia se Roberto Formigoni lascer�. �Non mi sono proposto e non mi hanno proposto nulla�, risponde dalla sua casa di Bergamo, in quel profondo Nord che non ha scommesso su Romano Prodi. �Nell’Unione, � mancata una clsse dirigente del Nord, una leadership che sapesse proporre le esigenze di questi luoghi. Come Silvio Berlusconi ha saputo fare�. Nato nel ’43, Pezzotta � stato ribattezzato "l’orso bergamasco", non solo per le sue fattezze fisiche, ma per il carattere che somiglia a quello dei concittadini delle sue valli: concreto, chiuso, spirito imprenditivo, a volte un po’ autoreferenziale. Cattolico, comincia a lavorare in una fabbrica tessile della sua citt� a 15 anni, da l� muove e primi passi come sindacalista, da l� costruisce la sua carriera. Di questi territori, dunque, conosce le aziende e gli operai ma anche gli ambienti cattolici, i circoli sociali.

      Perch� il Nord ha voltato le spalle al centro-sinistra?

        Non direi che le ha voltate. Non si � capito che esiste una questione settentrionale, che le societ� del Nord sono cambiate e stanno cambiando in modo profondo. Non si pu� pi� ragionare – come si � fatto – in termini di ceti e classi sociali ma di individui. C’� una mescolanza tra blocchi
        sociali, tra operai e partite Iva, tra piccoli imprenditori e circoli cattolici che � tenuta assieme da una stessa dimensione individuale molto forte.

        Berlusconi li ha conquistati solo con la promessa di ridurre le tasse? � il fisco il problema del Nord?

          Berlusconi ha saputo parlare agli istinti, li ha saputi sollecitare. Il messaggio sulle tasse � sostanzialmente questo: te le tolgo, tu arrangiati. Non � solo un messaggio egoistico, di riduzione delle spese e non partecipazione alla collettivit�. C’� anche l’idea di dare margini di libert� pi� ampi all’individuo. E questo � un messaggio che piace al Nord. Inoltre Berlusconi � un uomo del Nord. E poi tutto si teneva in questa campagna elettorale della Cdl: un programma leggero, gli slogan, la Tv e la leadership.

          Il cuneo fiscale ha avuto poco appeal, eppure parlava alle imprese e agli operai del Nord…

            Il taglio del costo del lavoro non � uno slogan. � un progetto. Ed � pi� collettivo che individuale: parla agli operai e alle imprese. Ed � una strategia di politica economica. Non � il taglio dell’Ici e della tassa sull’immondizia che sono slogan alla portata di tutti e che in televisione funzionano. Per questa ragione il progetto di Romano Prodi andava spiegato non solo in tiv� ma sul territorio da una classe politica locale. Ed � quello che � mancato: una classe dirigente in grado di spiegare e adattare al territorio il messaggio nazionale.

            L’Unione non ha la leadership giusta per convincere il Nord?

              � uno dei problemi del centro-sinistra. Il programma dell’Unione, con le sue 281 pagine, � un messaggio pesante che ha bisogno di un’organizzazione, dei partiti, di leadership per essere spiegato, declinato. Non basta la televisione se si ha un progetto da comunicare e non uno slogan.

              Ma Prodi � emiliano, Fassino piemontese…

                L’Emilia � un’altra cosa. E Fassino non � percepito come uomo del Nord. E poi ha pesato anche la disomogeneit� della coalizione: leader troppo diversi tra loro.

                Gli operai anche questa volta hanno votato Lega e Forza Italia?

                  Certo, qui la Lega non � un fantasma. � un partito radicato. Parla ancora alla gente anche se interpreta pi� le paure che le aspirazioni.

                  Ma se il voto del Nord ha solo la connotazione del pagare meno tasse, l’insofferenza per lo Stato, per l’Europa, il centro-sinistra non ce la far� mai…

                    Il Nord non � solo questo. Ha bisogno di modernit�, nella sfera economica e individuale. E ha bisogno di essere guardato nella sua complessit� di societ� che sta diventando multi-etnica. L’immigrazione qui � stabile: nelle citt�, nelle fabbriche, nelle scuole. Non c’� nella classe dirigente politica chi sappia guardare e rispondere a tutto questo. Le tasse non sono ilmale, lo Stato non � un peso ma tutto questo va riproposto – in modo diverso, nuovo – alle aree settentrionali. Se questo manca, � naturale che lo Stato sia solo burocrazia e tasse, l’Europa solo direttive.

                    Invece ha funzionato lo slogan "non si arriva a fine mese"?

                      Nelle aree del centro c’� questa sofferenza. Ed � stata intercettata. Ma non ha convinto il ceto popolare di Puglia, Sicilia, Lazio.