“Intervista” S.Pezzotta: Pensioni, convocazione o sarà guerra

22/01/2004

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
018, pag. 5 del 22/1/2004
di Teresa Pittelli


Savino Pezzotta, leader della Cisl, a ItaliaOggi: il governo ci chiami prima che la delega arrivi in aula.

Pensioni, convocazione o sarà guerra

Via alla verifica con Cgil e Uil su welfare e contratti scaduti

Convocazione da parte del governo subito per discutere di pensioni o sarà mobilitazione. E via alla verifica interna con Cgil e Uil su previdenza, welfare e contratti, in primo luogo quelli di 1,4 milioni di lavoratori del comparto artigiani, scaduti dal 2000.

E non ancora rinnovati a causa della distanza con la Cgil sul contratto territoriale. All’indomani dell’avvio dell’iter della riforma delle pensioni in commissione lavoro del senato, il leader della Cisl, Savino Pezzotta, avverte il governo: ´Rispetti gli impegni, ci convochi prima che la delega arrivi in aula’. E lancia un invito alla Cgil a confrontarsi senza pregiudizio su una serie di punti, dal welfare alla contrattazione, allo sviluppo, ricordando però che ´collaborare è anche sedersi ai tavoli’.

Domanda. La Cisl vuole la verifica. Una resa dei conti con Cgil e Uil…

Risposta. Io non l’ho chiamata verifica. Si tratta di un invito a discutere una piattaforma unitaria che noi chiediamo da anni e che anche gli altri dicono di volere.

D. Quali sono i punti sui quali è necessario accorciare le distanze?

R. Vogliamo discutere di tutto. Abbiamo una vertenza aperta sulle pensioni e priorità come lo sviluppo, una politica dei redditi da riconsiderare, la questione dei tagli inflitti al welfare. Oltre che i contratti degli artigiani, che a noi premono moltissimo, visto che interessano quasi 1,5 milioni di lavoratori di tutte le categorie.

D. Perché rientra nella ´verifica’?

R. Perché nonostante gli accordi siano definiti e prevedano una parte economica interessante (7% in più in busta paga per tutti i settori) la Cgil ne contesta un passaggio che noi riteniamo invece importante. E cioè la contrattazione di livello territoriale, legata alla produttività dell’azienda.

D. E si torna all’annosa diatriba su modello contrattuale, gabbie salariali…

R. Nessuno ha mai parlato di gabbie salariali. Il problema non è questo ma quello di dare maggiore spazio alla contrattazione decentrata. Utilizzando schemi di tipo partecipativo. Questa è l’idea della Cisl e di questo vogliamo discutere con la Cgil.

D. Passiamo alle pensioni. Maroni ha detto che dopo il federalismo l’aula del senato discuterà la delega sulle pensioni. Commenti?

R. L’impegno del governo è quello di convocarci prima che cominci il dibattito in aula. Se non rispetta gli impegni faremo tutte le valutazioni sulle mobilitazioni che un sindacato intraprende in questi casi.

D. An e Udc cercano di limare le norme più controverse, come il brusco passaggio dal 2008 a 40 anni obbligatori di contributi per poter andare in pensione. Sperano così di agganciare almeno una parte del sindacato. C’è aria di accordi separati governo-Cisl e Uil?

R. Io non lavoro per accordi separati. E trovo iniqua e sbagliata la riforma del governo sulla previdenza, come risulta dalla proposta unitaria che abbiamo fatto sulle modifiche da fare alla delega, come l’eliminazione della decontribuzione e dell’innalzamento obbligatorio dell’età di pensionamento. Quello che dico alla Cgil, però, è che io non abbandono i tavoli. Resto seduto insieme agli altri. Spero possano farlo anche loro.