“Intervista” S.Pezzotta: «È necessario recuperare concertazione»

11/05/2004


        sezione: ECONOMIA ITALIANA
        data: 2004-05-11 – pag: 15
        autore: MASSIMO MASCINI
        «È necessario recuperare concertazione»
        ROMA • Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, è soddisfatto della conclusione della vertenza. Perché ha vinto il partito del confronto e si è dimostrato una volta di più che il sistema concertativo paga sempre. Per questo spera che il Governo ripristini presto un rapporto col sindacato, allontanando il pericolo del conflitto. Che a suo avviso riprenderà forte se davvero il Governo vorrà varare la riforma fiscale da 12mila miliardi.
        Un buon accordo per Melfi, Pezzotta?
        Siamo riusciti nel nostro impegno di risolvere i problemi della Fiat al tavolo della trattativa aziendale, e non a Palazzo Chigi. È passata la nostra linea per cui questioni delle aziende non si discutono in una sede politica.
        Merito delle tre confederazioni?
        Le tre confederazioni hanno fatto uno sforzo congiunto perché le tensioni che erano scoppiate non si acuissero. E questo sforzo è stato premiato. Questo ha portato a un risultato che salvaguarda le posizioni di ogni parte all’interno di un percorso unitario.
        Non è anomalo che siano intervenute le confederazioni per una questione aziendale?
        Le confederazioni hanno solo recuperato il rapporto tra le categorie, indicando i passaggi da compiere e facendo uno sforzo di accompagnamento. Non è la prima volta che ciò accade. È la prima volta dopo tanto tempo e ci si dovrebbe chiedere perché prima non avveniva.
        Non è stata quindi un’invasione di campo?
        Tutt’altro, la vertenza è stata gestita tutta dalle categorie. L’unità ha dato buona prova di sé. La convergenza unitaria, sì, come anche per l’Alitalia. La verità è che quando facciamo solo sindacato non è difficile trovare convergenze. Basta restare nel merito dei problemi.
        La fase più difficile dell’unità è dietro le spalle?
        Lo spero proprio. Ci siamo sempre battuti per sostenere l’autonomia del sindacato in tempi di bipolarismo. La politica non può invadere tutto. Riconosciamo l’autonomia della politica, chiediamo altrettanto.
        Dove cade il confine?
        Una società ben ordinata non può ricondurre tutto alla politica, deve valorizzare anche le parti sociali. Questo consente livelli di governabilità maggiori, dei conflitti come delle proposte.
        Occorre una regolazione della rappresentanza?
        Non c’è bisogno di una legge, bastano convergenze che determino le condizioni della rappresentanza.
        Un accordo e non una legge?
        Dove predominano le volontà politiche si possono raggiungere convergenze, dove non ci sono non basta affidarsi a schematismi che si possono sempre infrangere o superare.
        L’incontro di volontà, quindi?
        Sì, la stessa cosa che ci ha prospettato il presidente designato di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, stabilire elementi di confronto tra le parti sociali per poi portare eventuali convergenze ai soggetti istituzionali. Questo sarebbe importante anche per sbloccare una situazione di difficoltà che esiste al momento tra sindacati e Governo. Siete ai ferri corti?
        Non c’è alcun confronto in atto e senza politica dei redditi, senza concertazione sui grandi temi, il conflito non può che aumentare. Ma soprattutto credo che non sarà facile gestire la partita fiscale se davvero il Governo pensa a un decreto che attui una riforma fiscale di 12mila miliardi che, diciamo, non sembra in linea con le esigenze del Paese. Una cifra che potrebbe essere utilizzata meglio. E tagliare così gli aiuti alle imprese non credo sia cosa di poco conto.
        Il conflitto crescerà?
        Il malessere sociale è sotto gli occhi di tutti, bisogna vedere come lo si governa, con quali interlocutori. Le tre grandi vertenze di questi mesi, gli autoferrotranviari, l’Alitalia, Melfi, tutte sono state risolte con il confronto col sindacato confederale. Forse davvero i modelli concertativi sono una risorsa e non un vincolo.
        Pezzotta, la Fiom rappresenta sempre a suo avviso un problema per tutto il sindacato?
        Un sindacato davvero antagonista è un problema per tutti. La Fiom è un sindacato antagonista?
        Guardo a quello che i dirigenti dicono e fanno. Spero che la Fiom torni a essere quella che ho conosciuto.