“Intervista” S.Pezzotta: «Dico sì solo al mancato taglio Irpef»

30/09/2004


            giovedì 30 settembre 2004

            Pagina 15 – Economia
            L´INTERVISTA
            Il numero uno della Cisl, Savino Pezzotta, boccia la manovra del governo. "Bisognava puntare in alto, qui ci sono solo tagli"
            "Dico sì solo al mancato taglio Irpef
            sindacato pronto alla mobilitazione"

            RICCARDO DE GENNARO

            ROMA – Di una cosa è soddisfatto. Ma una sola. Non c´è il taglio delle imposte. Il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, il quale ebbe il coraggio di dire pubblicamente «io amo il Fisco», esulta per il rinvio della riduzione generalizzata delle imposte. Per il resto, nella Finanziaria del governo, non c´è nulla che va. A questo punto, dice Pezzotta, «il sindacato deve avere la forza di fare una controproposta da sottoporre al governo per un confronto e, nel caso di un rifiuto, dare il via alla mobilitazione».

            Pezzotta, un giudizio a botta calda sulla legge finanziaria.

            «È tutta tagli. Non è una Finanziaria di sviluppo. Il Paese aveva bisogno di ben altro. Ci voleva sì una Finanziaria di rigore, ma che puntasse in alto. Questa, invece, ha caratteristiche strettamente congiunturali e contiene il rischio di effetti deflazionistici pesanti. Il contrario di quello che chiedevamo».


            Cos´è che la preoccupa di più?

            «La riduzione delle risorse destinate al Mezzogiorno. È una cosa inquietante. Ci volevano più investimenti nei trasporti, nelle infrastrutture, nella sicurezza per sfruttare di più la risorsa-Sud. È quello che doveva garantire il Patto per l´Italia. È grave che il governo sia venuto meno a un impegno preciso».


            Qualche settimana fa Berlusconi aveva promesso per il 2005 un recupero del potere d´acquisto pari al 2,2 per cento. Secondo lei, l´impianto della Finanziaria è coerente con quelle dichiarazioni?

            «Noi chiedevamo il recupero del fiscal drag, sostegno alle famiglie e alle fasce più deboli. Mi sembra che le misure contenute nella Finanziaria su questo fronte siano minime».


            Il governo colpirà pesantemente, attraverso nuovi studi di settore, anche i lavoratori autonomi. Questo va bene?

            «Noi abbiamo sempre detto che le risorse vanno trovate nella lotta al sommerso e nel recupero dell´evasione fiscale. Se i nuovi studi di settore vanno in questa direzione non possiamo che gioirne».


            Come si muoverà ora il sindacato?

            «Dobbiamo valutare con attenzione voce per voce. E avere la forza di presentare una controproposta caratterizzata da un criterio di equità e, pur nelle dovute compatibilità, orientata allo sviluppo».


            Il segretario della Cgil, Epifani, dice di aver già proposto a lei e Angeletti l´avvio di un gruppo di lavoro sulla finanziaria con le segreterie unitarie. E che se il giudizio negativo sarà confermato dovrà partire la fase della lotta. È d´accordo?

            «Io non ho ricevuto da Epifani alcuna richiesta di riunione delle segreterie unitarie.

            Abbiamo soltanto deciso che se ne occupassero i rispettivi dipartimenti economici».

            Ma lei sarebbe d´accordo a ripartire con gli scioperi?

            «Dipende dalla proposta che riusciremo a elaborare, che non dovrà essere demagogica. Poi dobbiamo decidere come portarla al confronto con il governo e come sostenerla».

            Dovevate farlo anche con la Confindustria…

            «Sì, ma dopo l´interruzione di luglio quel tavolo non poteva riprendere».


            Che cosa conterrà la vostra controproposta?

            «Partirà necessariamente dai contenuti della piattaforma unitaria che abbiamo messo a punto a marzo. Le priorità sono quelle: innovazione e ricerca; Mezzogiorno; nuove infrastrutture, politica dei redditi, anche attraverso l´uso della leva fiscale».


            Lei esclude un altro sciopero generale?

            «Io non escludo la mobilitazione se c´è una proposta unitaria e la richiesta di un confronto vero con il governo. Quanto alla decisione di sciopero generale, non posso dire nulla: nella Cisl deve passare al vaglio degli organismi dirigenti».


            Non dice nulla neppure di fronte alle risorse destinate ai contratti pubblici, il 3,7% contro un aumento richiesto dell´8?

            «Qui lo sciopero è già proclamato. Ora decideremo la data».