“Intervista” S.Pezzotta: «Abbassare l´Irpef non servirà a fargli rivincere le elezioni»

24/11/2004

    mercoledì, 24 novembre 2004

    Pagina 2 – Economia

    L´INTERVISTA
    Il leader Cisl, Savino Pezzotta: da Berlusconi l´esaltazione della bruta contrapposizione di interessi
    «Abbassare l´Irpef non servirà a fargli rivincere le elezioni»
    Il progetto del premier punta a negare il ruolo del sindacato, ecco perché è saltata la concertazione

    ROBERTO MANIA

    ROMA – «La riduzione delle tasse non porta voti».Quella di Savino Pezzotta è solo una constatazione che – dice – nasce da un sentimento diffuso in quella che chiama la «carne viva, vera» dell´Italia. Il segretario generale della Cisl ha appena concluso la sua giornata a Mestre al Consiglio generale della Cisl del Veneto. Una giornata come tante per un leader sindacale: riunioni, dibattiti, lunghi viaggi di trasferimento. La novità mattutina – nella giornata di ieri – è stata anche per lui la lettura del "quasi manifesto" di Silvio Berlusconi per la riduzione delle tasse.

    Cominciamo da qui, Pezzotta. Che pensa della lettera del presidente del Consiglio al Foglio?

    «Di certo emerge un pregiudizio nei confronti del "pubblico" e dello Stato. Tutto ciò che è pubblico viene considerato negativo. Un progetto liberista di segno thatcheriano. C´è l´individuo e basta. I corpi intermedi, come i sindacati, non esistono. C´è l´esaltazione della conflittualità, della contrapposizione bruta degli interessi: gli uni contro gli altri. Ora mi è più chiaro perché è saltata la concertazione. È evidente che c´era un progetto politico e culturale con l´obiettivo di negare il ruolo dei sindacati».


    Lei insiste, ovviamente, su questo. Non può che difendere la sua funzione. Il ragionamento di Berlusconi, tuttavia, è lineare quando richiama il "mandato degli elettori sovrani" quale fondamento della legittimità di un governo. Il sindacato quel "mandato" non l´ha mai avuto.

    «Sì, certo, quel mandato generale il sindacato non ce l´ha. Ma il sindacato rappresenta i lavoratori dipendenti e i pensionati. Non si può negare e non si può ridurre tutto alla politica».


    Allora è questa la ragione vera dello sciopero generale della prossima settimana?

    «Lo sciopero del 30 novembre è contro le scelte di merito che il governo ha compiuto con la Finanziaria».


    Ma se voi stessi ammettete di non conoscere il contenuto della legge. Se la chiamata "l´oggetto misterioso".

    «Noi stiamo a quello che il governo ci ha detto nell´incontro di due mesi fa a Palazzo Chigi. In ogni caso vogliamo contrastare un modello di società che viene proposto».


    E pensate di cambiarlo con lo sciopero?

    «Qualcosa cambierà. Noi vogliamo cambiare la politica economica del governo. Puntiamo a far crescere un´attenzione, un clima sociale diverso».


    Un clima di opposizione politica?

    «No, un clima di partecipazione sociale che proprio il governo vuole negare. Il mio è uno sciopero sindacale. Tanto è vero che l´opposizione di centrosinistra ha organizzato una sua manifestazione contro la Finanziaria».


    A molti, nel centrodestra, appare singolare che il sindacato italiano scioperi contro la riduzione delle tasse. In realtà, dicono, lo sciopero è politico.

    «E si sbagliano. Certo che lo sciopero è politico, perché il sindacato è anche un soggetto politico. Questo, però, non vuol dire che sia uno sciopero di schieramento. Noi siamo contro la politica di questo governo e se un governo di centrosinistra facesse lo stesso, noi sciopereremmo lo stesso. Chiaro? Quanto alle tasse, è evidente che questa riduzione, per come si profila, finirà per tradursi in un vantaggio per categorie diverse da quelle che noi rappresentiamo. Più che intervenire sulle entrate si dovrebbe cercare di ridurre gli sprechi per individuare risorse a vantaggio degli investimenti e poi per tagliare le tasse».


    Perché è contrario alla riduzione dell´Irap ai barbieri?

    «Io non ce l´ho con i barbieri. Mi domando solo quale tipo di innovazione possono realizzare: facendo il taglio alto o basso?».