“Intervista” S.Billè: «Subito i tagli alle tasse»

23/02/2005

    Mercoledì 23 febbraio 2005

      sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 19

      Billè: « Subito i tagli alle tasse »

        MARCO MORINO

          MILANO • Presidente Billè, intravede una connessione tra il taglio delle tasse e la risalita, a febbraio, della fiducia dei consumatori? La riduzione delle tasse attuata dal Governo può aver contribuito a invertire la tendenza dell’indicatore Isae. Se così fosse è chiaro che bisognerebbe fare di tutto, e al più presto, per consolidare questo andamento.
          Allude a un’ulteriore riduzione delle imposte? Se il Governo e in particolare il premier, Silvio Berlusconi, fossero intenzionati a procedere in questa direzione allora dico che un nuovo taglio delle tasse dovrebbe essere addirittura anticipato.
          Sergio Billè, presidente della Confcommercio, è a Milano per partecipare alla giornata conclusiva degli Stati generali dell’economia milanese promossi dalla Camera di commercio. A margine del convegno Billè accetta di effettuare una rapida ricognizione sullo stato di salute dell’economia italiana.

          Finalmente i consumatori ritrovano fiducia: come giudica questo dato?

          Un’inversione di tendenza in un inverno rigido è certamente un segnale positivo cui aggrapparsi, ma è bene non sbilanciarsi troppo, né abbandonarsi a entusiasmi ingiustificati. Diciamo che siamo in presenza di un terreno che va fertilizzato, con gli opportuni provvedimenti. Si tratta di guardare ai consumi con rinnovata attenzione da parte del Governo e rendere stabile un risveglio della fiducia che attende conferme già dalla prossima rilevazione.

          Domani è prevista la presentazione del decreto sulla competitività: quale messaggio indirizza al Governo?

          Servono nuove strategie e non aiuti di vecchio stampo: poche cose ma fattibili, piuttosto che troppe e irrealizzabili. Però una critica puntuale da muovere al Governo ce l’avrei: nel documento vi sono solo sette righe destinate al turismo, un settore strategico per l’economia italiana. È una palese mancanza di considerazione verso un’industria importante per il Paese. In queste sette righe si parla di potenziare i finanziamenti p u b b l i c i all’Enit. Così si ricade, ancora una volta, nella logica degli aiuti di vecchio stampo che invece andrebbe definitivamente archiviata.

          P a r l a n d o agli Stati generali dell’economia milanese lei ha lanciato l’allarme sulle « cellule cancerogene » che intaccano il tessuto economico nazionale: a cosa pensa?

          Le cellule cancerogene sono tre: il peso eccessivo del costo del lavoro; il peso, anch’esso micidiale, della burocrazia, il cui costo, per unità di lavoro, è oggi del 44% superiore a quello di una media azienda privata; la formazione e la ricerca, che sono state lasciate a bagnomaria per troppo tempo. A proposito delle storture burocratiche che affliggono il sistema Paese: qualche giorno fa il ministro Stanca ha dichiarato che, per avere una targa di ottone per il suo ufficio e anche i biglietti da visita, ha dovuto attendere 9 mesi.

          Lei ha indicato il modello Milano come possibile antidoto allo sviluppo delle cellule cancerogene: perché?

          Milano può trascinare il Paese verso il risanamento a patto che proprio da qui parta una nuova forma d’interazione tra istituzioni, finanza, politica, sistema bancario e mondo delle imprese.