“Intervista” S.Billè: «se ne va il treno della ripresa»

16/07/2004





     
    Venerdì, 16 Luglio 2004
    Pagina 29 – Economia

    L´INTERVISTA

    Sergio Billè, leader di Cofcommercio: verifica estenuante mentre l´economia rischia il tracollo
    «A forza di perdere tempo se ne va il treno della ripresa»
    Siamo al peggio del peggio della prima repubblica
    ELENA POLIDORI

    ROMA – «Basta con questa verifica tortuosa. Il governo è come un negozio che chiude in piena stagione. E intanto l´economia prende una brutta china». Sergio Billè, presidente della Confcommercio è esasperato: «Servono decisioni, subito. Berlusconi deve stringere, deve dare un nome a questo mister x dell´economia, altrimenti con si capisce più cosa pensa. E soprattutto, deve scoprire le carte, dire al paese cosa lo aspetta veramente».

    Cosa lo aspetta?

    «Guai: l´economia non va, la ripresa non arriva»


    Lei come vede una eventuale nomina di Fini al Tesoro?

    «Mi pare strano. Non aveva detto che non ha la competenza necessaria? L´ha per caso maturata in poche decine di ore?»


    Meglio un tecnico o un politico, in quel posto?

    «Meglio una persona autorevole, con esperienza, in grado di gestire una situazione complessa senza essere un esecutore testamentario. In fretta, però».


    Ha forse un´idea?

    «Non spetta a me. Ma il nuovo ministro deve avere carisma e caratura. E deve essere sincero perché la sincerità paga».


    Un esempio?

    «Le tasse: non si possono ridurre perché la situazione non lo consente? Bene, allora si scelga il rigore, senza tante storie e senza inutili promesse».


    Che reazione ha avuto all´uscita di Tremonti?

    «Mi sono detto: adesso veramente le tasse non le riducono più».


    C´è qualcosa per cui lo rimpiange?

    «Sapeva lanciare il cuore oltre l´ostacolo e sapeva rispondere no, una parola che in politica si dice poco».


    E qualcosa per cui lo rimprovera?

    «Troppo monarchico e troppo tecnico».


    Quali sono le tre priorità che il nuovo ministro dovrebbe avere?

    «Sviluppo, sviluppo, sviluppo: è ora di garantirlo».


    Il metodo della concertazione no?

    «Certo. Senza dialogo con le parti sociali non si cammina»


    E la nuova linea della collegialità in economia, la condivide?

    «Resto allibito quando se ne parla. Mi chiedo: prima non c´era? Il governo era forse sostenuto da una coalizione fantasma? E ora, sarà davvero capace di creare questo nuovo corso? Tutte domande destinate a restare inevase finché non si conclude la verifica».


    Lei dice: bisogna fare presto perché l´economia non va. Cosa vede dal suo osservatorio?

    «Che non si rilancia la domanda interna, che il Pil non cresce. La ripresa internazionale è in atto, ma a noi ci passa a 10 mila metri d´altezza, senza nemmeno sfiorarci».


    Paura?

    «Si, perché a forza di perdere tempo, i problemi si incancreniscono. Spero solo di essere smentito nelle prossime ore».