“Intervista” S.Billè: «Ridare subito slancio al potere di acquisto»

25/11/2004

    giovedì 25 novembre 2004

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pag: 16

    «Ridare subito slancio al potere di acquisto»

      BARBARA FIAMMERI

        ROMA • «I gestori della politica devono darsi da fare perché ormai il tempo è scaduto, siamo ai calci di rigore». Sergio Billè, come di consueto, non fa giri di parole. Gli ultimi dati Istat sul calo dei consumi, per il presidente di Confcommercio, «sono la conferma che in Italia stiamo assistendo da due anni a un trend negativo che non ha riscontri in nessun altro Paese europeo».

        Il Governo sta discutendo della riduzione delle tasse: servirà a rilanciare i consumi?

          Il Governo e più in generale i gestori della politica hanno mille problemi: riduzione della spesa, rispetto dei parametri del Patto di stabilità, riforme. Ma la domanda principale a cui ancora non si è data risposta è perchè le famiglie non riescono più ad arrivare alla fine del mese.

          E voi commercianti ve lo chiedete?

            Le famiglie hanno poco da spendere ma soprattutto sono sfiduciate per il futuro. La caduta dei consumi è una conseguenza. Occorre, subito, fare qualcosa. L’imperativo è agire, per ricreare concreti margini da destinare all’aumento del potere d’acquisto delle famiglie. Il 2005 sarà un anno di bassa crescita a livello continentale aggravato in Italia dal calo consumi.

            Non crede che a determinare il calo sia stato anche l’aumento dei prezzi verificatosi negli ultimi due anni?

              Questa storia del caro prezzi è stata un’operazione massmediatica che ha preso a riferimento soprattutto i prodotti alimentari, a cui però viene dedicato solo il 19% della spesa. Si è preferito invece stendere un velo di silenzio su incrementi assai più pesanti: gli affitti e le tariffe locali sono cresciuti più del doppio dell’inflazione, i trasporti hanno fatto segnare un incremento del 13% per non parlare poi di gas ed energia. Il risultato di queste operazioni è che in molti casi a guadagnare è stato lo Stato.

              Dunque il caro prezzi non c’è stato?

                Oggi i prezzi sono stabili ma la caduta dei consumi sta continuando. Sa che significa?

                Me lo spieghi lei?

                  Che il mercato trebbia solo paglia vuota. Gli effetti sono già pesanti ma in futuro, se non ci sarà una decisa inversione di rotta, saranno devastanti. I consumi oggi rappresentano soltanto il 30-40% della spesa di una famiglia. Il risultato è che si produrrà sempre meno, che le imprese non investiranno, che non aumenteranno i posti di lavoro, che diminuiranno le entrate Iva che non sono solo prodotte dalla benzina. È per questo che giudico grave che il dibattito di questi giorni non parta da questa, che considero, la vera priorità.

                  A dire il vero, sembra non si parli d’altro.

                    Il Governo sta cincischiando troppo. Bisogna finirla con questo dibattito sulle cose da fare o da non poter fare. Questa non risolutezza non fa che aumentare la sfiducia. E senza fiducia non c’è futuro, per nessuno. Si parla di tagli ma lo Stato intanto continua a incassare molto e a rendere assai poco e a mantenere monopoli come quello sull’energia.

                    Presidente Billè l’idea di un intervento concentrato sull’Irpef le dispiacerebbe?

                      Non mi interessano le idee, le ipotesi ma i fatti. E finora non se ne sono visti. Le ripeto: non siamo ai supplementari ma ai calci di rigore, qualcuno è destinato a perdere.