“Intervista” S.Billé: «Non si salva l’industria con pochi euro»

19/11/2004

    Giovedì 18 Novembre 2004

      CONFCOMMERCIO ALL’ATTACCO DI MONTEZEMOLO
      Billé: «Non si salva l’industria con pochi euro»
      «Altro che soldi per l’innovazione, le risorse devono andare ai commercianti che hanno sorretto il Paese»

        di LUCIANO COSTANTINI

        ROMA Presidente Billè, le piace ballare ?

          Risposta non propriamente immediata del numero uno di Confcommercio: «Ehh…alcuni balli mi piacciono altri no».

          Perchè Montezemolo, a proposito di come e a chi ridurre l’Irap, ha parlato di ”balletto umiliante”.

          «Mi sembra francamente eccessivo parlare di umiliazione per due miliardi di euro».

          Il presidente di Confindustria dice comunque che questi soldi dovrebbero andare alle medie imprese e non alle piccole .

            «Be’ intanto cominciamo a vedere quante sono le grandi e quante le piccole, quanti posti hanno creato le prime e quanti le seconde. Poi ragioniamo su come sono stati allocati gli incentivi e chi li ha presi. Incentivi che togliamo al Sud e poi magari vanno al Nord. Tutto andrebbe ridiscusso».

              Ma, insomma, questa Irap come andrebbe modulata?

                «Mi faccia fare una battuta: Irap è il contrario di pari ed invece è una tassa ingiusta, come ci dice anche l’Europa. Nonostante questa tassa, dovremmo andare a vedere coloro che sono riusciti a creare occupazione e a questi dovremmo dare un premio».

                Commercianti e artigiani, tanto per fare i nomi.

                  «Che sono quelli che hanno tenuto in piedi il Paese e hanno fatto crescere il prodotto interno lordo. Malgrado tutto, questi spermatozoi imprenditoriali sono riusciti a fecondare l’Italia».

                  Però, come dice Confindustria, non competono a livello internazionale .

                    «Ma chi la dà la competitività? Anche qui dobbiamo essere chiari: il ”made in Italy” ormai ce lo copiano e dunque dobbiamo lavorare a monte. Cioè andare a vedere come cultura, tecnologia, inventiva italiane possono giovare al Paese. Invece continuiamo a dire ”dateci quattro lire” per guadagnare appena qualche punto in più nelle esportazioni. Ma che con due miliardi salviamo l’industria?».

                    Insomma, questa riduzione dell’Irap a chi dovrebbe andare?

                      «I primi ad essere premiati dovrebbero essere coloro che hanno tenuto in piedi il Paese. E ci metto anche la grande distribuzione che, pur non facendo innovazione, ha aumentato i suoi addetti».

                      E l’Irpef?

                        «Cominciamo intanto a restituire il fiscal drag, diamo un po’ di denaro».

                        Resta il fatto che le risorse sono poche .

                          «Dovrebbero essere utilizzate in modo molto selettivo. Se poi vuole sapere come la penso personalmente, be’ spenderei tutti gli incentivi per la mobilità del Paese che invece si sta bloccando. Però mi rendo conto è impossibile» .

                          Cosa dovrebbe fare il governo?

                            «Ritrovare la quadra perchè tra visite a Bossi, tra Follini che c’è e non c’è, tra pranzi Berlusconi-Fini, con Siniscalco che non è Schumacher, la Finanziaria non arriva al traguardo».

                            Conclusione?

                              «Caro governo datti una mossa, fai al più presto i conti, se non sei in grado di farli, tira le conseguenze. Credo che Berlusconi sia all’ultima spiaggia. Ma mi lasci dire un’ultima cosa. Non vorrei che il silenzio sugli studi di settore fosse male interpretato. Il nostro era e resta un ”no” a tutto tondo ad ogni tentativo di caricare sul lavoro autonomo e, in particolare, sulla distribuzione un carico che sarebbe insopportabile».