“Intervista” S.Billè: le bollette crescono, portafogli più leggeri

20/12/2004

    domenica 19 dicembre 2004

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      l´intervista

      i Commercianti
      Billè: le bollette crescono, portafogli più leggeri

      Baccaro Antonella

        ROMA
        Presidente Billè, è quasi Natale ma i negozi restano vuoti. Il suo appello ad abbassare i prezzi non ha avuto l’ effetto sperato?

          «Vede – risponde il presidente della Confcommercio -, ci si può pure sbracciare con appelli a tutti i commercianti, ma se poi lo Stato e i grandi cartelli decidono i loro aumenti infischiandosene di quello che sta accadendo, il consumatore che può fare?».

          A quali aumenti si riferisce?

            «Alla bolletta elettrica, ad esempio. E poi ai vertici dell’ Enel danno pure il premio di manager dell’ anno… E ai pedaggi autostradali che crescono del 2,5%, quando appena a luglio dell’ anno scorso erano aumentati a fronte di una promessa di miglioramento della rete stradale che è stata disattesa». E gli aumenti dello Stato quali sono? «Quei circa 2 miliardi di nuove imposte che alla chetichella arriveranno sotto forma di addizionali».

            Anche i commercianti in Finanziaria hanno ottenuto qualcosa sugli studi di settore.

              «Non abbastanza: ai commercianti non resta che mettersi in fila per fare i forestali…».

              Addirittura. Ma se alle società immobiliari risulta che sono stati proprio i commercianti a investire sul mattone facendo impennare il prezzo delle case…

                «A me risulta che a crescere è solo il numero dei negozi che stanno chiudendo».

                E’ la dura legge del mercato: la grande distribuzione avanza.

                  «Il mercato è asfittico per tutti perché non si sono applicate le giuste misure. Del resto, che vuole? Abbiamo un ministro delle Attività produttive che è come Zorro: ogni tanto appare, traccia un segno, "zum-zum", e poi riscompare. Le sue sono strategie da saldo argentino».

                  Il ministro in questione, Antonio Marzano, ha stretto un patto con la grande distribuzione che, a suo dire, avrebbe calmierato i prezzi.

                    «Tutte invenzioni: lo dicono anche i diretti interessati. Era un accordo che riguardava il 3% dei prodotti venduti, pensi che effetto poteva produrre. Ci vuole una politica di maggiore continuità per ottenere risultati veri».

                    Secondo le associazioni dei consumatori, l’ accordo stipulato da Marzano avrebbe funzionato da spot a favore della grande distribuzione. Concorda?

                      «Be’ , comunque è servito a poco: l’ andamento è tutt’ altro che brillante anche per loro».

                      Un Natale povero per tutti.

                        «I commercianti che potevano, dopo il mio appello, i prezzi li hanno abbassati: a Venezia per esempio. Gli altri si vede che non avevano margini per poterlo fare. Ma rincari, comunque, non ce ne sono stati».

                        Fatto sta che gli acquisti languono.

                          «L’ elettronica va bene. Non solo perché è seriale ma proprio perché i prezzi si sono ridotti: un televisore al plasma lo trova al 30-40% in meno».

                          Non è così per gli alimentari.

                            «Sugli alimentari, l’ ortofrutta, ho già fatto la mia denuncia circa le ingerenze della criminalità: spero che almeno ci sia un’ indagine parlamentare».

                            La manovra fiscale ha finalmente visto la luce. Pensa ancora che non servirà a rilanciare i consumi?

                              «Lo penso. Ma non sono il solo: mi risulta che lo stesso Berlusconi ne sia convinto e sia rimasto indispettito dall’ inserimento di capitoli come quello dell’ Ici. Un’ altra occasione persa per fare sviluppo». Antonella Baccaro