“Intervista” S.Billè: il governo tagli le accise

30/11/2005
    mercoledì 30 novembre 2005

    Pagina 39 – Economia

      L´Intervista

      Sergio Billè, presidente della Confcommercio: il governo tagli le accise

        «Prezzi in aumento dopo Natale
        tutta colpa del caro-energia»

          LUISA GRION

          ROMA – Dopo Natale i prezzi aumenteranno. La previsione è di Sergio Billè, presidente della Confcommercio, convinto che il rialzo – tutto legato al costo energetico – sia ormai contrastabile solo con una seria politica di governo sul petrolio e sulle accise. «Se ciò non accadrà – dice – il ritocco ai listini sarà inevitabile. Fino ad oggi abbiamo fatto il possibile per contenere gli effetti subiti con il caro-energia senza scaricarli sui prezzi finali. Ma ora siamo al limite». Di tale politica «riequilibratrice» confessa però di non vedere traccia: né negli interventi della maggioranza, né in quelle dell´opposizione.

          Presidente detto così sembra che lei metta le mani avanti: gli aumenti ci saranno ma non sarà colpa dei commercianti. Ma visto che l´Istat ha appena confermato un aumento dei prezzi alla produzione del 3,9 per cento, cosa dobbiamo aspettarci al dettaglio?

            «Credo che almeno fino a Natale, visto l´andamento dei consumi, nessuno ritoccherà i listini. Sarebbe un suicidio non cercare di cogliere almeno questa occasione. Ma l´impatto del caro-pretrolio su costi delle aziende e dei negozi è oramai talmente alto da non essere più ammortizzabile. Gli stessi dati dell´Istat alla produzione, al netto della spesa energetica scendono all´0,8 per cento. Mi sembra evidente che l´unica priorità per chiunque si prepari a governare debba essere la politica energetica».

            Lei cosa propone?

              «Di uscire dal porto delle nebbie. Sono stupefatto da come non si sia in alcun modo affrontata la questione. Capisco che le colpe non siano tutte del governo italiano e che sia l´intera Europa a fare lo struzzo: nessun movimento su Iva e accise. Ma noi, vista la dipendenza energetica, siamo messi ancor peggio degli altri, quindi dobbiamo elaborare un piano. Trattare con Bruxelles una serie di interventi possibili, affrontare il problema delle infrastrutture e della dipendenza dal trasporto su gomma, attuare una politica fiscale che non penalizzi le famiglie e quindi i consumi, sciogliere una volta per tutti il nodo sul nucleare e puntare su quello che di buono abbiamo».

              Cosa abbiamo di buono?

                «Per quanto riguarda l´alternativa dell´idrogeno siamo più avanti degli altri. Sfruttiamo il vantaggio e investiamo nella ricerca».

                Non ci sono i soldi, par di capire

                  «Per una causa del genere, decisiva per il futuro dell´economia, si potrebbe anche pensare di dirottare sul settore, per un anno intero, tutti gli incentivi distribuiti alle aziende».

                  Tornando ai listini: se di tutto ciò non se ne farà nulla di quanto aumenteranno i prezzi dopo Natale?

                    «Decimali di punto».