“Intervista” S.Billè: «finito il tempo degli slogan»

16/02/2004


SABATO 14 FEBBRAIO 2004
 
 
Pagina 2 – Economia
 
 
L´IMPRENDITORE
Il leader di Confcommercio: inutili i processi di piazza

Billè: «I partiti riflettano
finito il tempo degli slogan»
          pochi fatti Servono risposte, non le verifiche di governo


        ROMA

        Presidente Billè, la Confcommercio come valuta i dati sul Pil?
        «Dimostrano le difficoltà che sta incontrando il nostro sistema industriale ad agganciare la ripresa internazionale. Ma le polemiche sui dati fanno emergere altri due fattori altrettanto preoccupanti: la deriva che sta prendendo questa campagna elettorale nella quale c´è chi dice che va tutto bene ma non riesce a dimostrarlo e chi invece sostiene che va tutto male ma poi non riesce a proporre soluzioni; e la crescente insofferenza del paese per questo incessante ma improduttivo scontro mediatico che alimenta lo scontro sociale e che invece di costruire una prospettiva tende a distruggerla».
        L´impoverimento degli italiani, però, non è solo uno scontro mediatico.
        «Ma i problemi del carovita o del risparmio non si risolvono con processi di piazza alle banche o ai commercianti. Anzi, le nostre aziende sentono sulla loro pelle una montante e ingiustificata intolleranza, dovuta al fatto che la politica, pur di arrangiare risposte che catturino in qualche modo il consenso degli elettori, non esita a scaricare su di esse aumento dei prezzi e impoverimento del ceto medio che invece hanno ben altri padri e padrini. C´è chi usa i cartellini dei prezzi come schede elettorali per attirare nuovi consensi. I politici, invece, dovrebbero fare un profondo esame di coscienza e accorgersi che il tempo delle parole sta finendo e occorre dare risposte per far fronte al processo di deindustrializzazione in atto. Ha ragione Berlusconi quando dice basta con la vecchia politica. Ma allora perché da sei mesi giriamo intorno a una verifica fatta proprio con i vecchi schemi? Basta con le mediazioni, è ora di usare l´accetta».