“Intervista” R.Napoli: Attenzione ai surgelati

27/06/2003


27 Giugno 2003

Attenzione ai surgelati
Lavatrice solo di notte



Piero Bianucci

BLACK out elettrici un po’ in tutta l’Italia. Disservizi, danni, disagi. Di colpo i cittadini si scontrano con una emergenza energetica. Che cosa sta succedendo? Come possiamo difenderci? Ne parliamo con
Roberto Napoli, presidente nazionale dei Gruppi universitari Sistemi elettrici per l’energia e professore ordinario di impianti elettrici al Politecnico di Torino.
«Si sommano due fattori: da un lato la potenza delle centrali italiane non è sufficiente a fronteggiare la domanda di elettricità, salita oltre ogni record precedente per il moltiplicarsi degli impianti di condizionamento, tutti in funzione al massimo a causa dell’ondata di caldo che ha investito il paese; dall’altro lato, la Francia, dalla quale acquistiamo in media il 12 per cento della elettricità di cui abbiamo bisogno, ha tagliato di 800 megawatt le esportazioni verso l’Italia. In questi giorni gli utenti chiedono 52 mila megawatt: siamo al limite delle capacità del nostro sistema elettrico. Se dovesse succedere qualcosa – per esempio una grande centrale che va fuori uso – potremmo avere problemi terribilmente seri».

1
Che cosa succede nelle nostre case con gli attuali
black out? Incominciamo dal freezer.

«I black out programmati possono durare fino a 90 minuti. E’ un tempo più che sufficiente a interrompere la catena del freddo. Chi ha cibi surgelati farà bene a controllare in che stato sono».


VIDEOREGISTRATORI
«Dovranno essere riprogrammati: il timer perde il riferimento orario in pochi istanti».

COMPUTER
«Ovviamente il black out fa perdere i dati su cui si stava lavorando: memorizzare spesso…».

ASCENSORI
«Se non si vuole correre il rischio di rimanervi imprigionati bisogna stare attenti alla fascia oraria in cui è previsto il black out programmato».

2
Consigli di carattere generale?

«Non usare molti elettrodomestici insieme, specie quelli ad alto consumo, come il forno e la lavatrice. Quest’ultima è bene usarla di notte. Occorre una educazione all’uso dell’energia. Purtroppo, in mancanza di una tariffazione differenziata a seconda delle ore, il singolo utente non ha un vantaggio immediato. C’è però un vantaggio collettivo. La tariffazione oraria però sarà presto possibile grazie ai nuovi contatori digitali».


BLACK OUT E OSPEDALI
«Non ci sono pericoli: sono “carichi privilegiati”, e quindi esclusi dai black out».

3
Come mai una emergenza elettrica in estate?

«Fino a qualche anno fa i giorni più esposti a black out erano quelli di metà dicembre. Ma i consumi sociali sono cambiati, gli impianti di aria condizionata si sono diffusi prima negli uffici e poi anche nelle abitazioni. Il carico elettrico dovuto al controllo della temperatura sta aumentando del 5 per cento all’anno. Due anni fa la massima domanda estiva era di 47 mila megawatt, mercoledì abbiamo toccato i 52.400. La potenza installata totale è di 78 mila, ma da questa dobbiamo detrarre la quota di riserva e gli impianti in manutenzione. Così, dopo 15 anni, siamo stati costretti a riesumare i piani di emergenza. Questi prevedono sospensioni dell’elettricità ai cosiddetti utenti “interrompibili”, pari al 2 per cento del carico, e black out a rotazione alle abitazioni».

4
Ma questi potrebbero essere black out dimostrati-
ivi per sensibilizzare al problema energetico?

«In passato forse è successo. Questa volta no. I campanelli d’allarme nelle sedi istituzionali hanno già trillato…».

5
A parte il taglio di importazioni dalla Francia, ci
sono strettoie anche nei collegamenti con l’estero?

«Sì. Tra l’Italia e la Svizzera per esempio si attende nel 2005 un nuovo elettrodotto da 380 kv. Anche nella penisola c’è una strettoia: nel Sud arrivano solo due elettrodotti da 380 kw».

6
Il ministro Antonio Marzano parla di centrali per
altri 10 mila megawatt entro il 2006. E’ realistico?

«Tutto da verificare. Costruire le centrali non basta, bisogna anche connetterle».

7
Che cosa ha prodotto questa crisi?

«Da troppo tempo nel settore energetico non si prendono decisioni di lungo respiro. Lo si deve anche alle incertezze che stanno accompagnando la fase di privatizzazione e liberalizzazione. Risultato: in Italia i prezzi dell’elettricità sono tra i più alti d’Europa».

8
In prospettiva c’è il nucleare di nuova generazione?

«Oggi dal punto di vista economico è più conveniente produrre elettricità con centrali a ciclo combinato. A medio termine si prevede un proliferare di piccoli impianti di vario tipo: turbine a gas, idrogeno e altri ancora.»