“Intervista” R.Maroni: se qualcuno ha soluzioni, le sveli

20/04/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Primo Piano
Numero 094, pag. 3 del 20/4/2004
Autore: di Francesca Sottilaro
 
Maroni: se qualcuno ha soluzioni, le sveli
 
 
Linea ferma sul superbonus per chi decide di rimanere al lavoro; quadrato su Alitalia e i soggetti maggiormente esposti, i lavoratori, per evitare che la privatizzazione si trasformi in una svendita dell’azienda; promozione, infine, del modello di social responsability anche nelle pmi per aumentare la competitività del made in Italy sul mercato. Questi i punti su cui si è soffermato il ministro del welfare, Roberto Maroni, parlando con ItaliaOggi a margine del convegno di Confapi e Apimilano sull’Rsi nelle imprese (si veda articolo sotto).

Domanda. Ministro Maroni, secondo il rapporto dell’Inpdap sullo stato sociale, il superbonus per chi continua a lavorare rischia di rivelarsi un flop perché l’aumento della retribuzione del 45,5 % verrebbe annullato dalla ´riduzione dei vincoli al divieto di cumulo operati dalla Finanziaria 2003′. È uno scenario verosimile?.

Risposta. Crediamo fermamente nell’efficacia della manovra, al di là di ogni critica. E poi non basta dire che ´qualcosa non va bene’, altrimenti si esprimono giudizi strumentali e immotivati. Se qualcuno ha una soluzione, ma di quelle con la esse maiuscola, allora la tiri fuori dal cassetto, noi siamo pronti ad ascoltarla.

D. C’è chi invece di possibili soluzioni non ne vede. È il caso dei futuri partner di Alitalia che si aspettano la privatizzazione mentre in Italia c’è anche chi ha parlato di fallimento dell’azienda..

R. Certo è un momento molto particolare e Alitalia è in difficoltà. L’obiettivo del governo è di trasformare la compagnia di bandiera in vettore competitivo. Se privatizzazione è sinonimo di rilancio siamo d’accordo, ma se privatizzare ora vuol dire svendere e creare scompensi, studieremo altre soluzioni possibili. Il problema infatti non è solo nazionale e del governo: bisogna aspettare il parere della Commissione europea, ma anche i governi regionali e proteggere gli attori più esposti: i lavoratori.

D. Intanto coinvolgete le pmi nella social responsability. Premesso che non si avrà un bollino blu per le aziende che aderiscono come pensate di incentivare questa nuova cultura d’impresa?

R. Per ora siamo in un momento conoscitivo. Promuoveremo l’informazione nelle aziende, solo in un secondo tempo si parlerà di incentivi a chi aderirà ai programmi. L’obiettivo è divulgare la responsabilità sociale come sinonimo di competitività, esattamente come insegna il modello inglese che noi sposiamo.

D. Qual è l’ostacolo maggiore da superare in tema di responsabilità sociale nelle piccole e medie imprese?

R. Alcune aziende sono coinvolte solo marginalmente nel mercato dei beni di largo consumo, per questo hanno difficoltà a recepire l’Rsi come sinonimo di sviluppo. L’alleanza con le camere di commercio prima e il protocollo con Confapi poi, vanno in questa direzione. (riproduzione riservata)