“Intervista” R.Faini: la Cgil ha ragione

19/09/2005
    sabato 17 settembre, 2005

      L’ ECONOMISTA

        Faini: la Cgil ha ragione
        La vera incognita sono le coperture di bilancio

          L’ ex dirigente del Tesoro: i tagli ai ministeri e alla Sanità restano ipotetici, la lotta all’ evasione anche

            ROMA – Una manovra a rischio-coperture. La Cgil è stata la prima a ipotizzarlo parlando di una «Finanziaria-bluff, scritta sull’ acqua». Riccardo Faini, docente di economia a Tor Vergata ed ex dirigente al ministero del Tesoro, si associa all’ allarme e spiega perché.

              Ritiene possibile che la manovra tratteggiata dal ministro dell’ Economia, Domenico Siniscalco, anziché ridurre il disavanzo lo allarghi?

                «Più che un rischio la definirei una certezza: il disavanzo 2006 marcia già su livelli più elevati di quelli previsti (3,8%). Ad aprile la Commissione europea lo stimava in un 5-6%. Da allora il tasso di crescita è sceso allo zero e la stima si è ridotta anche per quanto riguarda il 2006».

                La Finanziaria è in grado di ridurre quel disavanzo?

                  «Non mi pare: la manovra così come prospettata incide per lo 0,8% e riduce il disavanzo al 5,4%».

                  Il centrosinistra ha ragione di essere preoccupato della possibilità di ritrovarsi con un buco di bilancio in caso di vittoria alle prossime elezioni?

                    «Beh,… si tratta di riportare il disavanzo sotto la soglia del 3%».

                    Perché le coperture individuate dal ministero dell’ Economia sarebbero insufficienti?

                      «Tra le righe della manovra leggo un grande scatto d’ immaginazione: tagli ai ministeri e agli enti locali, poi alla sanità…».

                      E il ricorso alla leva fiscale?

                        «Prendiamo gli studi di settore: se ne parla ormai da un anno. Ma si sa che gli effetti non sono immediati. Anche la Commissione Ue li ha criticati».

                        Dalla lotta all’ evasione possono davvero arrivare 600 milioni di euro?

                        «Porre la lotta all’ evasione come obiettivo è positivo, ma poco credibile quando si sono fatti tanti condoni e mentre se ne prospetta uno nuovo».

                        Sembrerebbe saltato invece il redditometro che doveva essere gestito dai Comuni. Sarebbe stato utile?

                          «Dare più peso alla finanza locale è una buona mossa. Purché sia iscritta in un disegno organico e soprattutto realistico. Che finora manca».


                        Baccaro Antonella