“Intervista” R.Bonanni: l’Italia rischia il contagio

27/03/2006
    luned� 27 marzo 2006

    Pagina 10 – Estero

    Bonanni: l’Italia rischia il contagio

    intervista
    Stefano Lepri

      �Contagio? S�, la protesta dei precari pu� scoppiare anche in Italia, bench� la nuova legge francese sia peggiore rispetto alla nostra normativa�: Raffaele Bonanni, prossimo successore di Pezzotta alla guida della Cisl, ha qualche idea su come rispondere al malcontento dei giovani evitando che esploda. �Occorre un’iniziativa forte del sindacato – dice – ma per prenderla occorre non essere frenati da falsi problemi. La legge Biagi � un falso problema�.

        La legge Biagi non ha accresciuto la precariet�?

          �Niente affatto. Non ha nemmeno contribuito a creare nuovi posti di lavoro, per�. La verit� � che � rimasta al palo. Molte delle tipologie che prevede non sono applicate o lo sono in misura irrisoria. Mentre � una bugia clamorosa, una sciocchezza da campagna elettorale, che i “contratti a programma” segnino un peggioramento rispetto ai co.co.co. che hanno sostituito�.

            Spieghi allora che si pu� fare a favore dei precari.

              �Aumentare le tutele, � ovvio. Lo strumento principale � accrescere i contributi a carico del datori di lavoro per dargli pi� assistenza, la maternit�, pi� pensione. Sono persone che rischiano di andare a percepire una pensione non superiore al 30-35% della loro paga. E poi regolare meglio orari e salari. In questa campagna elettorale nessuno ne parla. La flessibilit� deve essere meglio retribuita. Chi � flessibile � sotto sforzo pi� degli altri e ha diritto a guadagnare di pi�.

                Non servono nuove leggi?

                  �Una differenza tra la Francia e l’Italia � che l� la politica � troppo invadente, e il sindacato debole; non c’� dialogo, non c’� concertazione, cosicch� si alzano all’improvviso queste fiammate di protesta, e si crea un circolo vizioso di contrapposizioni ideologiche. Oltre che imposta dall’alto � una brutta legge, quella francese sul Cpe, perch� permette il licenziamento senza giusta causa in un arco di et� che arriva ai 28 anni. Riprendiamo invece la tradizione italiana, secondo cui materie come queste vanno regolate soprattutto con accordi tra le parti sociali. Una volta che siamo riusciti a tessere un accordo forte, il governo pu� intervenire stabilendo incentivi per certi comportamenti, disincentivi per altri�.

                    Perch� non avete gi� preso una iniziativa, allora?

                      �Nel sindacato esiste una mentalit� conservatrice, che continua a guardare alla realt� con gli occhi del passato, per cui non si pu� toccare nulla degli assetti degli Anni 70, per quanto riguarda diritti e tutele, o dello schema del luglio ‘93, per i contratti. Il risultato � che non facciamo pi� accordi interconfederali da una decina di anni�.

                        Mi pare che lei ce l’abbia con la Cgil, sia qui sia sulla legge Biagi; mentre la Cisl � pronta a negoziare un nuovo quadro di tutele per i precari e per i lavoratori stabili.

                          �Il mondo del lavoro � cambiato, il fordismo non esiste pi�. Di fatto ci� che noi negoziamo vale per una parte minoritaria dei lavoratori, i dipendenti a tempo indeterminato delle grandi aziende. Se non abbiamo il coraggio di rivedere i vecchi schemi, gli imprenditori continueranno a sfruttare con la massima furbizia le normative attuali per risparmiare sul costo del lavoro. E invece, ripeto, il lavoro non pu� essere allo stesso tempo flessibile e a basso costo�.

                            La Cisl diffida delle contrapposizioni ideologiche.

                              �Continuando cos�, il bipolarismo politico rischia di inaridire il ruolo del sindacato. Non si pu� limitarsi all’alternativa tra essere guardiani del programma oppure fustigatori dei governi�.

                                La riduzione del cuneo fiscale proposta da Prodi non � un modo per ridurre il divario di costo tra lavoratori stabili e precari?

                                  �Cos� indiscriminata non ci piace. Non servono gli interventi a pioggia. Preferiremmo interventi miratiti sulle fasce pi� deboli: per favorire l’occupazione femminile, per gli ultracinquantenni che altrimenti rischiano di essere discriminati, per il Sud dove non c’� pi� il credito di imposta per i nuovi assunti�.