“Intervista” R.Bonanni: «Accettiamo il lavoro flessibile ma gli industriali alzino i salari»

31/07/2006
    luned� 31 luglio 2006

      Pagina 7 – Politica

        Bonanni
        �Accettiamo il lavoro flessibile
        ma gli industriali alzino i salari�

          Intervista
          Alessandro Barbera

            ROMA
            �Noi non dobbiamo porre paletti, ma saperci mettere in gioco per ottenere scelte e risultati�. Raffaele Bonanni, leader della Cisl, non condivide il senso dell’intervista di ieri di Guglielmo Epifani a Repubblica, in cui il leader Cgil elenca le luci e le ombre di un governo, quello di Prodi, che �rischia di cadere sulla Finanziaria�. Bonanni dice invece che � necessario affrontare il dialogo con il governo e gli imprenditori �in modo diverso� e rilancia con l’idea di un �patto per la crescita� sulla base dell’equazione �pi� flessibilit� per salari pi� alti�.

              Bonanni, ci spiega meglio che idea ha lei della concertazione?

                �Il problema non � essere indulgenti o meno, decidere se sostenere questo o quel governo. La concertazione non pu� essere un metodo per imporre veti. Non ci serve a nulla fare i grilli parlanti. Dobbiamo chiederci cosa pu� fare ciascuno degli attori sociali – governo, sindacati e imprenditori – per far uscire il Paese dalla stagnazione�.

                E cosa si pu� fare?

                �Il governo ha promesso un taglio deciso – pari a dieci miliardi di euro – dei contributi a carico delle imprese, il cosiddetto cuneo fiscale. Ora, di fronte all’enorme mole di debiti della famiglia Italia, penso sia il caso di far fruttare al massimo questo investimento�.

                Come?

                  �Accompagnando quel taglio ad una contrattazione per ottenere salari pi� alti in cambio di maggiore flessibilit� su orari e organizzazione del lavoro. Se si scegliesse questa strada ne trarrebbero vantaggio tutti: i lavoratori avrebbero pi� soldi in tasca, le imprese maggiori profitti. Il governo otterrebbe pi� crescita, soprattutto se decidesse di detassare quegli aumenti di salario�.

                  Lei crede che Confindustria sarebbe d’accordo?

                    �Credo proprio di s�, perch� questa � l’esigenza che avvertimmo nei confronti che avemmo su questi temi gi� due anni fa�.

                    Tutto questo non presupporrebbe la riforma delle regole della contrattazione? Ma il dibattito con la Cgil � al palo.

                      �Certo, ha a che fare anche con questo�.

                      Nessuno le contester� che l’aumento dei salari pu� essere un vantaggio per l’intera economia.

                        �Il mio ragionamento � tutt’altro che banale. Fino a qualche settimana fa c’era un ministro che sosteneva fosse necessario tenere bassi i salari per far ripartire l’Italia�.

                        Di chi sta parlando?

                          �Delle prime uscite pubbliche del ministro Padoa-Schioppa�.

                          Lei attacca spesso l’atteggiamento rigorista del ministro dell’Economia. Ma con la Finanziaria bisogna mettere insieme 35 miliardi di euro. La Commissione europea dice che dobbiamo rientrare nel 3% del rapporto deficit-Pil entro la fine di quest’anno.

                            �Io sono contrario a questo dogma. I tedeschi, quando l’hanno ritenuto opportuno, si sono presi tutto il tempo necessario. Io credo che il Paese non pu� reggere una Finanziaria cos� pesante in un solo anno�.

                            Sempre Padoa-Schioppa dice che la Finanziaria preveder� un allungamento dell’et� pensionabile.

                            �Se l’allungamento dell’et� si accompagna alla libert� di uscita, si pu� fare. Ma non si pu� usare l’accetta. Esistono dei lavori usuranti, e non sono solo quelli in fabbrica. Io ad esempio considero tale quello del maestro elementare�.

                            Siete contrari alla revisione dei coefficienti sui quali si calcolano le pensioni future?

                              �Noi non siamo favorevoli. Discutere di questo significa non discutere del problema vero e cio� della separazione fra assistenza e previdenza�.

                              Il ministro del Lavoro Damiano vuole rivedere lo scalone previdenziale, quello che il primo gennaio 2008 far� salire l’et� pensionabile da 57 a 60 anni.

                              �E cos� abbiamo fatto un’altra riforma delle pensioni. Se il risultato deve essere sconquassare tutto, meglio non toccare nulla. Comunque lo ripeto: il ragionamento deve essere complessivo. Io considero essenziale innalzare i contributi previdenziali in caso di lavoro atipico, e anticipare al 2007 la riforma del Tfr. Inoltre c’� un problema di potere d’acquisto delle pensioni dei pi� anziani. Hanno perso oltre il 30% in 14 anni�.

                              Avete chiesto insieme a Cgil e Uil una cabina di reg�a sulla Finanziaria?

                                �Abbiamo chiesto una direzione univoca e un tavolo nel quale raccordare tutte le questioni da discutere. Liberalizzazioni, conti pubblici, politica dei redditi, Mezzogiorno. L’azione di politica economica va vista nel suo complesso. Palazzo Chigi deve essere l’alfa e l’omega di ogni azione�.

                                Siete pi� preoccupati dal rigorismo di Padoa-Schioppa o dell’instabilit� della maggioranza?

                                  �Se non ci faranno scherzi la concertazione pu� funzionare. L’instabilit� � un problema che attiene alla politica�.

                                  Il centrosinistra pu� allargare la maggioranza?

                                    �Se si sceglie la strada della crescita sono convinto che ci sar� una larga convergenza sulle grandi scelte. Ma se la maggioranza cadesse tornare al voto sarebbe una iattura. Non siamo in tempi ordinari. La politica avrebbe il dovere di trovare una soluzione�.