“Intervista” Prota-Giurleo(Moto): Vogliamo essere leader

18/07/2003




        Venerdí 18 Luglio 2003
        Strategie: Parla Prota-Giurleo (Moto)


        «Vogliamo essere leader»


        MILANO – «Oggi in Italia siamo un granellino di sabbia nella ristorazione autostradale, ma vogliamo diventare protagonisti di questo mercato che è già il numero uno in Europa e molto ha ancora da dare. Moto è qui per giocare da protagonisti».
        Ha le idee chiare Paolo Prota-Giurleo, amministratore delegato della Moto, controllata pariteticamente dalla multinazionale inglese Compass e dal gruppo Cremonini. Un lungo passato alla guida di Autogrill, il manager che ha preparato il terreno per questa nuova esperienza. Dottor Prota, come vi muoverete e dove andrete a investire?
        Questo di oggi è il nostro primo ristorante Moto in Italia; altri 6 sono in arrivo e fanno parte della dote di Plose, la società altoatesina che abbiamo rilevato di recente e che ha anche due ristoranti in Austria. A questi vanno aggiunte le tre concessioni che abbiamo appena vinto con la società Autostrade: si tratta di tre nuovi punti vendita da aprire in Puglia, nel Napoletano e in Piemonte. Ma siamo solo all’inizio.
        Compass è un gruppo molto forte all’estero, ma nuovo qui in Italia. Quanto siete disposti a investire per diventare protagonisti?
        In questi primi mesi abbiamo investito una quindicina di milioni di euro, ma sappiamo di potere contare da subito su altri 60 milioni. In ogni caso gli investimenti si pianificano gradualmente.
        Vuole dire che vi candiderete per le prossime concessioni?
        È assolutamente certo. Siamo qui perchè vogliamo fare la nostra parte. Sappiamo che nei prossimi tre anni verranno assegnate 270 concessioni e Moto vuole giocare, appunto, da protagonista. Abbiamo i mezzi, gli uomini sono tra i migliori sul mercato e la voglia di fare è tanta.
        In che cosa si differenzierà la vostra offerta alla clientela?
        Il nostro obiettivo è qualificarci come network che offre il meglio. Tutti dicono che vogliono dare qualità e più servizi. Noi sappiamo di poterlo veramente fare, al punto da fare sì che il cliente che entra in un nostro bar abbia la possibilità di sedersi e non restare in piedi. Sembra una cosa minima, invece un viaggiatore dopo centinaia di chilometri di strada ha bisogno di rilassarsi e non può farlo stando in piedi.

        N.D.B.