“Intervista” Pomarici: «Non è stato un dilettante a costruire questi ordigni»

30/07/2002







(Del 30/7/2002 Sezione: Interni Pag. 4)
IL PROCURATORE POMARICI: SONO RUDIMENTALI MA POTENTI, RICHIEDONO UNA CERTA CAPACITA´ TECNICA
«Non è stato un dilettante a costruire questi ordigni»
Il capo dell´antiterrorismo milanese: «Ancora da stabilire se l´innesco non ha funzionato per un errore o si è voluto che non esplodessero»

MILANO

A prima vista sembra tutto chiaro: la Fiat perchè è la Fiat, la Cisl perchè ha firmato il «Patto per l´Italia» che ha diviso i sindacati. Mancherebbe solo il volantino di rivendicazione, la «firma» dei terroristi, ma la scelta dei due obiettivi, per chi ha messo quel groviglio di fili e di liquido infiammabile, di sveglie e bombolette di gas da campeggio che mai e poi mai sarebbe esploso, dovrebbe parlare da sè.
A Milano poi, la Cisl è già stata nel mirino due anni fa. Il 6 luglio 2000, due bombe rudimentali furono ritrovate sulla finestra della sede milanese in via Tadino. Anche allora non esplosero. Il documento di rivendicazione, firmato con la stella a cinque punte da un fino ad allora ignoto «Nucleo Proletario Rivoluzionario», attaccava la Cisl dopo la firma del «Patto per Milano» al quale aveva collaborato anche Marco Biagi, ucciso dalle Brigate rosse il 19 marzo di quest´anno a Bologna.
Allora come oggi, a occuparsi delle indagini è il procuratore aggiunto Ferdinando Pomarici, capo della DDA e dell´antiterrorismo milanese.

Dottor Pomarici, sono arrivate rivendicazioni per i due ordigni alla Fiat e alla Cisl?

«Fino a questa sera non mi risultano rivendicazioni, né telefoniche, scritte o via e-mail. Ma non è nemmeno detto che arrivino».

Se non arrivassero?

«Per un verso renderebbe più complicata l´indagine, perchè mancherebbero la firma e le ragioni di chi ha costruito i due ordigni. Da un altro punto di vista, potrebbe invece significare che si tratta di episodi di minore rilevanza».

I due ordigni, quello alla Fiat e quello alla Cisl, sono fatti dalla stessa mano?

«Sono due ordigni abbastanza rudimentali. Della medesima provenienza. La loro tipologia di costruzione è per così dire classica. Al punto che non si possono fare comparazioni significative con altri ordigni incendiari».

Erano ordigni potenti? Se fossero esplosi?

«Avrebbero potuto provocare dei danni. Ma sono gli esperti del Ris dei carabinieri di Parma che stanno già compiendo le analisi, che devono dare queste risposte».

Perchè non sono esplosi?

«E´ un´altra domanda per il Ris di Parma. Voglio capire se l´innesco non ha funzionato per un errore di fabbricazione oppure se si è voluto che non esplodessero
».

Fa differenza, nelle indagini
?

«Se è un errore è una cosa, quindi si può pensare all´imperizia o alla scarsa preparazione di chi ha assemblato i due ordigni. Se invece è stato un errore per così dire voluto, si può pensare che volesse essere solo un atto dimostrativo».

Non potrebbe essere opera di un mitomane? E´ da mesi che si parla di ritorno del terrorimo…

«Un mitomane mi sembra difficile. Per quanto molto artigianali, questi ordigni richiedono una certa capacità tecnica nella costruzione
».

Solo la settimana scorsa c´è stato l´«invito» a passare all´azione, dalle Brigate Rosse agli «Nta». Potrebbe avere qualche correlazione con questi due ordigni?

«Senza una rivendicazione è difficile dare una risposta certa. Bisogna avere sempre molta cautela. Può darsi che questi due ordigni siano l´invito raccolto. Ma c´è sempre la possibilità che questa sia un´azione strumentale, per attribuire ad altri la responsabilità».

C´erano segnali che indicavano la possibilità di attentati a Milano? C´erano segnalazioni sulla Fiat o sulla Cisl?

«Naturalmente questa è una domanda che va rivolta alla polizia di prevenzione. Detto ciò è chiaro che la situazione lasciava immaginare che si potessero verificare certi episodi. Direi che siamo su una soglia di attenzione».

E di allarme?

«Non ancora. La situazione di oggi è molto meno grave di quella della fine degli Anni Settanta e degli inizi degli Anni Ottanta. Una quota di eversione è endemica e fisiologica in tutte le società occidentali. In assoluto, si può dire che il fenomeno è meno esteso e meno articolato che in passato».

f. pol.