“Intervista” Polverini (Ugl): «Ecco perché anche noi scioperiamo»

02/04/2002
La Stampa web








(Del 2/4/2002 Sezione: Economia Pag. 17)
RENATA POLVERINI DICE BASTA AGLI APPELLI: NON RESTA CHE SCENDERE IN PIAZZA E VEDERE COSA ACCADE
L´Ugl: «Ecco perché anche noi scioperiamo»
Il sindacato vicino ad An chiede un dialogo di ampio respiro sulle riforme

ROMA NO, dal governo non ci aspettavamo attenzioni particolari al mondo del lavoro. Semmai da Alleanza Nazionale… Questo Congresso di Bologna è molto importante, perché cade in un momento cruciale, tra uno sciopero generale e un´assemblea della Confindustria. Noi speriamo e siamo convinti che il Congresso di Alleanza Nazionale sia l´occasione per discutere e riflettere sul lavoro e sul dialogo sociale». Che sia l´occasione, dice Renata Polverini, vice segretario dell´Ugl, il sindacato vicino ad An, «per dare segnali tranquillizzanti anche a quel mondo del lavoro che si riconosce nei valori della destra».

La corrente di Alemanno e Storace, quella Destra Sociale nella quale il vostro sindacato si riconosce, è in minoranza…

«Si, ma ha più numeri e più forza di quanto non abbia mai avuto prima. In ogni caso Alleanza Nazionale è il partito più attento ai temi sociali, come dimostra l´accordo sul contratto del pubblico impiego firmato da Gianfranco Fini».

Eppure uno degli attacchi più violenti al sindacato, nei giorni scorsi, è giunto con un emendamento di Roberto Salerno, un senatore di Alleanza Nazionale, al decreto di proroga del sommerso…

«E´ vero, ci siamo molto arrabbiati e dispiaciuti per questo. La sospensione dei diritti sindacali per le imprese che, emergendo, superano la soglia dei quindici dipendenti è fuori da ogni logica. Speriamo che il governo intervenga».

Detto di Alleanza Nazionale, cosa vi aspettavate effettivamente dal governo di centro destra?

«C´è il problema dell´articolo 18, che ha spinto anche noi a proclamare sciopero il 16 aprile, ma c´è un problema più generale sul dialogo. Anche quando il governo ha convocato le parti sociali per discutere il Libro Bianco sulla riforma del mercato del lavoro, ha proceduto ad un´illustrazione dei contenuti, non c´è stato un vero e proprio dibattito. Noi siamo invece convinti che ci debba essere un dialogo di ampio respiro sulle riforme».

Idee da dove ricominciare?

«Ci vuole molto buon senso, da parte del governo, delle imprese e dei sindacati, ma giunti al punto in cui siamo, dove sembra quasi che si agisca per ripicca, bisognerà lasciare un po´ di tempo. Non è più il caso di lanciare appelli. Ne sono giunti tanti negli ultimi giorni… Speravamo che il governo si fermasse, invece oggi riprende in Parlamento l´esame della delega per la riforma del mercato del lavoro e la modifica dell´articolo 18. Non ci resta che scioperare e vedere cosa accade».

E´ d´accordo con la Cisl sull´idea di riaprire il confronto sugli ammortizzatori sociali?

«E´ un´idea sensata. Tutti i giorni ci vengono ricordate le riforme chieste all´Italia dall´Unione Europea: a proposito dell´articolo 18 si sostiene che negli altri paesi non esiste il divieto di licenziamento senza giusta causa, ma spesso si dimentica che quasi tutti gli altri paesi europei hanno un sistema di ammortizzatori sociali migliore del nostro. Può essere importante legare gli ammortizzatori alla formazione, alla riforma del collocamento, che in Italia non funziona. Ma è assurdo pensare che una riforma complessiva del sistema degli ammortizzatori sociali, come vorrebbe il governo, sia fatta a costo zero per lo Stato».

m.sen.


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