“Intervista” Poletti (Coop): la sinistra non ci favorisce

05/10/2007
    4 ottobre 2007 – ANNO XLV – N.40

      Pagina 66 – Attualità

        IL NOSTRO TEMPO

          Coop: la sinistra non ci favorisce

            Intervista
            Il leader della Lega risponde alle accuse dell’Esselunga. «Le tasse? Noi le paghiamo tutte».

              MARCO COBIANCHI

                Giuliano Poletti non è solo il presidente della Lega delle cooperative. Emiliano, 56 anni, Poletti è il leader di un vastissimo mondo politico, culturale ed economico che Bernardo Caprotti, patron dell’Esselunga, ha messo sotto accusa nel suo libro Falce e carrello. Ovvio che Poletti desideri replicare, dopo che le Coop di consumo, guidate da Aldo Soldi, hanno denunciato episodi di spionaggio industriale. «Ma qui sotto attacco non ci sono i nostri supermercati, sotto attacco è tutta la cooperazione» afferma Poletti.

                  Iniziamo dall’accusa di essere contigui al potere politico nelle regioni rosse come Toscana, Emilia-Romagna, Marche. Difficile da contestare…

                    Sì, l’ammetto, nel 1973 ho fatto l’assessore all’agricoltura per il Pci. Lo so, è grave, ma l’ho fatto. Scherzi a parte, è vero che centinaia di manager delle Coop vengono dal mondo della sinistra, ma che dobbiamo fare? Suicidarci?

                      No, ma almeno non «fare blocco» contro i concorrenti.

                        Dire che grazie a questi legami abbiamo impedito a Caprotti di aprire i suoi supermercati è falso. Anche perché in Emilia ci sono insegne di Auchan, Carrefour, Leclerc… I veri ostacoli sono quelli di una burocrazia che danneggia anche noi.

                          Addirittura…

                            Ma lei lo sa che in Emilia abbiamo aperto l’ultimo ipermercato dopo 26 anni dalla prima domanda? E che a Bologna la cooperazione è cresciuta più sotto l’amministrazione di Giorgio Guazzaloca che sotto quella dei suoi predecessori di sinistra? E poi come mai nei due terzi dell’Italia che non sono governati dalla sinistra l’Esselunga non c’è? Ma quale contiguità!

                              Altra accusa: le Coop godono di sgravi fiscali che falsano la concorrenza.

                                Ah, bene, parliamo di tasse. Tanto per cominciare gli sgravi si hanno a posteriori dopo aver ottenuto gli eventuali utili. Secondo: proviamo a ragionare non sulle percentuali ma sui numeri assoluti. Una spa che dichiara utili per 10 milioni e ha un’aliquota del 34 per cento paga molte meno tasse di una cooperativa che ha un’aliquota del 17 per cento ma che la applica su 100 milioni.

                                  Uno degli effetti della mancata concorrenza, secondo Caprotti, è che in certe regioni i prezzi sono più alti. È vero?

                                    Sostenere che dove non c’è l’Esselunga non c’è concorrenza fa un po’ ridere. E poi stabilire chi li abbia più alti o più bassi è quasi impossibile perché ci sono mille variabili da prendere in considerazione. E comunque non è vero che dove ci siamo noi i prezzi sono più alti.