“Intervista” Pininfarina: «Questo sindacato non va delegittimato»

23/04/2002


 
Pagina 31 – Economia
 
L´INTERVISTA
 
Andrea Pininfarina (Federmeccanica): il dialogo è possibile
 
"Questo sindacato non va delegittimato"
 
 
 
 
SALVATORE TROPEA

TORINO – «La cosa principale è il riconoscimento delle rappresentanze e il loro rispetto. Noi imprenditori e i sindacati siamo legittimati al dialogo. Personalmente ho lavorato per anni col sindacato e penso di continuare a farlo. Non vedo altra alternativa». Presidente degli industriali torinesi e già leader della Federmeccanica, Andrea Pininfarina, è convinto che ci si possa sedere nuovamente al tavolo e trovare una soluzione, senza veti, senza anatemi. E senza nervosismi. «Si può mettere mano all´articolo 18 a condizione che lo si faccia in un contesto più generale di riforma e che ci siano i soldi per gli ammortizzatori».
Ora però il ministro del Welfare, Roberto Maroni, dopo aver ribadito negli ultimi giorni la disponibilità a riprendere la discussione sull´articolo 18 e dintorni, improvvisamente ha acceso le polveri della polemica, sostenendo nientemeno che la necessità di una riforma del sindacato. Allora, ingegner Pininfarina, quali possono essere le prospettive di successo di questo dialogo dal momento che uno degli interlocutori mette in discussione il ruolo e l´autorevolezza dell´altro?
«Non credo di poter essere il giudice del ministro o il consulente del sindacato. Come parti sociali abbiamo dialogato per anni e non vedo perché non si possa continuare a farlo».
Anche con un´organizzazione sindacale da riformare?
«Ritengo che questi siano argomenti frutto di un momento di tensioni e di polemiche che non toccano il rapporto vero col sindacato su una questione importante come l´articolo 18. Fanno parte delle schermaglie e del nervosismo. In queste situazioni affiora sovente da qualche parte la tentazione di delegittimare. Io credo invece che si debbano valutare seriamente le condizioni per riprendere la discussione e andare verso una conclusione».
Con questo sindacato?
«E con chi sennò? Oggi non è in discussione la legittimità del sindacato col quale noi dobbiamo parlare come del resto abbiamo sempre fatto. E chi vuole capire capisca. Anche perché se ci mettiamo su questa strada qualcuno potrebbe venir fuori dicendo che si deve riformare la Confindustria…».
Dunque dialogo possibile?
«Certo. Ma sapendo in partenza che riforme senza soldi non se ne possono fare. E´ illusorio pensare il contrario oppure immaginare che si possa affrontare e risolvere soltanto una parte del problema».
Che cosa intende dire?
«Premesso che io non sono tra coloro che sostengono che l´articolo 18 non sia importante, voglio dire che si deve partire dalla convinzione che esso è però un tassello significativo del più complesso problema della flessibilità in uscita. In quanto tale non può essere affrontato come un argomento a sé stante e, cioè, avulso da un completo riassetto degli ammortizzatori sociali».
Eppure c´è chi sostiene che «non si può morire per l´articolo 18».
«Questo non significa che non sia importante. Certo, non interessa il nord dell´Italia dove addirittura manca manodopera. Ma il problema esiste e quando facciamo i confronti e diciamo che l´Italia e l´Austria sono gli unici due paesi in cui vige ancora il reintegro abbiamo l´obbligo di valutare in modo globale la cosa e guardare anche che cosa accade negli altri paesi».
E´ con questa premessa che si può tornare al tavolo del negoziato?
«Certo, ma sapendo in partenza che se non ci sono risorse per gli ammortizzatori sociali non si può riprendere nessuna discussione. Il sindacato non potrebbe accettare una scelta contro la quale ha fatto uno sciopero generale. Bisogna dunque trovare queste risorse e farlo stabilendo alcune priorità».
Niente riforme senza soldi e niente dialogo senza sindacato. E´ questo che intende dire?
«Esattamente. Se riteniamo che sia importante, allora dobbiamo reperire i mezzi e procedere, evitando in ogni caso di avvalorare il sospetto che il nuovo meccanismo significhi licenziare i lavoratori. E comunque dovremo trovare il modo di farlo in modo consensuale».
Con un sindacato da riformare «che rastrella soldi della collettività e non presenta bilanci»?
«Elementi per riprendere la discussione ci sono. Il resto, ripeto, fa parte delle tensioni del momento …».