“Intervista” Piero Agen: i dubbi dei commercianti

03/09/2007
    lunedì 3 settembre 2007

    Pagina 17 – Cronache

    PIERO AGEN

    I dubbi dei commercianti: allontanare chi
    non denuncia isola quelli che hanno paura

    «Quelli del racket non siano subito liberati»

      PALERMO — «Un’ottima operazione propagandistica che non risolve il problema.

      Perché l’espulsione di chi non denuncia isola chi ha paura. Comunque vedremo quanti espulsi ci saranno, magari scopriremo che in Sicilia non c’è racket». Tranciante il giudizio del presidente della Camera di Commercio di Catania, Piero Agen, per oltre 30 anni direttore dell’associazione commercianti di una delle città a più alta incidenza estorsioni.

        Dunque non c’è scampo?

          «Tutt’altro. L’impegno di Confindustria è un fatto positivo perché è necessario affrontare il problema, parlarne e prendere impegni precisi. Ma non ci sono certo soluzioni miracolose».

          Ma in Sicilia pagano tutti?

            «Il fenomeno esiste e non riguarda solo i commercianti. Pagano gli industriali, i professionisti, gli agricoltori, riguarda tutti. Le intimidazioni a Vecchio dimostrano che tocca anche il mondo dell’edilizia».

            È vero che sono oltre il 90% a pagare?

              «Queste sono semplificazioni, ma che si paga è evidente. In modo diverso rispetto alle zone. E in forme variegate, con l’imposizione di servizi o fornitori. Lo ripeto: non esistono soluzioni magiche. Ricordo un’iniziativa dell’ex presidente di Confcommercio Billè che fece riempire i negozi con cartelli "no al pizzo la Sicilia resiste". Non cambiò nulla e gli imprenditori sono rimasti in prima linea».

                Come aiutarli?

                  «Oltre al controllo del territorio, bisogna dare certezze a chi denuncia: deve sapere che chi commette il reato finirà in galera e ci rimarrà a lungo. Decine di commercianti dicono la stessa cosa: una settimana dopo che li ho fatti arrestare erano già fuori a chiedermi ancora di più. In Italia i delinquenti non vanno in galera e soprattutto non ci rimangono, così l’estorsione diventa un reato conveniente e a basso rischio».

                  A.Sc.