“Intervista” Pezzotta: via i licenziamenti e trattiamo sui salari

12/03/2002






Pezzotta: via i licenziamenti e trattiamo sui salari

Il segretario generale della Cisl: si può dare più peso agli accordi aziendali o territoriali

      ROMA – «Se nella proposta che ci farà il governo ci saranno ancora riferimenti all’articolo 18 (licenziamenti, ndr), la Cisl reagirà decidendo tutte le iniziative necessarie, fino allo sciopero generale». Se invece il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, toglierà dalla delega l’intervento sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, allora «la Cisl si impegnerà nella trattativa sul mercato del lavoro, dal part time al collocamento, dagli ammortizzatori sociali alla formazione». Non solo, il segretario generale Savino Pezzotta conferma la proposta della Cisl di rivedere il modello contrattuale «per dare più peso al contratto aziendale o territoriale» rispetto al contratto nazionale. Argomenti, questi, che secondo la Cisl dovrebbero indurre sia il governo sia la Confindustria a rinunciare alla guerra sull’articolo 18. Ieri Pezzotta è andato a Bruxelles per partecipare, con la Cgil e la Uil, alla riunione della Ces, la confederazione europea dei sindacati, in vista della manifestazione di giovedì a Barcellona, in coincidenza dell’apertura del Consiglio europeo.
      Ci sarà anche lei alla manifestazione?
      «Penso proprio di sì».

      Perché avete deciso questa iniziativa?

      «Per sollecitare al Consiglio europeo l’adozione di decisioni coerenti con gli obiettivi individuati a Lisbona, cioè per l’aumento dell’occupazione e contro la flessibilità senza regole».

      A Barcellona Cgil, Cisl e Uil saranno unite, a Roma sono divise. Perché?

      «Come ormai sanno tutti, abbiamo opinioni diverse sulla vertenza col governo. Mi dispiace».

      Oggi o domani il governo potrebbe presentare la nuova proposta per riaprire la trattativa.

      «Spero sia così. Ormai sono settimane che se ne parla, ma io non ho ancora visto nulla».

      Il governo ha comunque fatto dei sondaggi preventivi presso le parti sociali. Il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, le ha telefonato ripetutamente.

      «Io non ho visto e non ho sentito nessuno».

      Tuttavia che tipo di proposta si augura?

      «Una proposta per cui nel disegno di legge delega sul mercato del lavoro non si parli più dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori».

      Altrimenti?

      «In questo caso decideremo presto tutte le iniziative necessarie, fino allo sciopero generale».

      Se il governo dovesse eliminare dal disegno di legge delega ogni riferimento alla sospensione del diritto al reintegro per chi viene licenziato senza giusta causa ma recuperare questa possibilità nella legge sul sommerso?

      «Noi abbiamo detto che l’intervento sull’articolo 18 deve essere tolto dalla delega. Punto e a capo. Poi, se vogliamo discutere di sommerso e di Mezzogiorno sono pronto a farlo. Ma non riesco a capire perché dobbiamo condire tutto con l’articolo 18. Mi sembra un condimento che non serve a rendere saporito il piatto».

      Ma non crede che il governo abbia anche l’esigenza di salvare la faccia su una questione dove si è molto esposto?

      «No, perché si tratta di un provvedimento che non ha raccolto consenso e che non risolve le questioni che lo stesso governo dice di voler affrontare. Eppoi un esecutivo che ha questa maggioranza non ha il problema di salvare la faccia».

      Se Berlusconi presenterà una proposta di vostro gradimento, la Cisl affronterà una trattativa anche sulla riforma del modello contrattuale?

      «La Cisl dal congresso dello scorso giugno ha proposto una trattativa su questo. Secondo noi i contratti devono restare due: quello nazionale per garantire i livelli essenziali di salario e di regole e quello decentrato legato agli andamenti aziendali o territoriali. Un modello, quindi, che dia più peso al contratto decentrato rispetto a quello nazionale».

      La Cisl sulla vertenza dell’articolo 18 appare meno compatta di Cgil e Uil, indecisa tra la lotta e la trattativa.

      «Tutte le iniziative di lotta sono a sostegno della trattativa. Inoltre, la linea della Cisl è approvata all’unanimità».
Enrico Marro


Economia