“Intervista” Pezzotta: su welfare e pensioni i sindacati pronti a rilanciare

28/11/2003




28/11/2003

Pezzotta: su welfare e pensioni i sindacati pronti a rilanciare
      ROMA – «Le cose che dice il professor Cassese sono davvero sorprendenti. Noi non siamo affatto in un vicolo cieco. Un anno fa mi dicevano che sbagliavo perché facevo gli accordi col governo. Adesso che sto contrastando una politica che non mi sta bene, allora sono in un vicolo cieco? Mi aspetterei maggiore rispetto della nostra autonomia». Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, non ha affatto gradito l’editoriale di ieri del Corriere della Sera firmato da Sabino Cassese. Che rimprovera a Cgil, Cisl e Uil di essere arroccate a difesa dello status quo col rischio per lo stesso sindacato che il governo, sulle pensioni, vada avanti lo stesso.
      Ma in fondo Cassese vi invita alla continuità rispetto al Patto per l’Italia, quando il sindacato fu propositivo. Lo sarete anche sulle pensioni?
      «Stiamo lavorando a una proposta».

      Ma la Cisl sembra pronta a presentarla mentre la Cgil frena.

      «Non è semplice costruire una proposta alternativa tra organizzazioni sindacali che fino all’altro giorno si sono sfidate a duello, ma fino a oggi non avverto resistenze. Se poi non dovessimo riuscire a metterci d’accordo, credo che ognuno di noi dovrebbe dire come la pensa. Ma in ogni caso è bene chiarire che sulle pensioni non ci saranno accordi separati».

      Quando potreste presentare la proposta?

      «I tempi sono più o meno quelli della manifestazione nazionale del 6 dicembre. Sia chiaro, però: la nostra non sarà solo una proposta sulle pensioni, ma sullo Stato sociale, dalle questioni dello sviluppo a quelle degli anziani».

      Ma seguendo le vostre indicazioni si risparmierebbe ugualmente uno 0,7% del Pil di spesa, come prevede la riforma del governo?

      «Non è detto. La nostra proposta potrebbe redistribuire questi risparmi su voci diverse dalle pensioni. A noi interessa coniugare l’equità con la sostenibilità del sistema previdenziale».

      Veniamo a un rilievo importante che vi fa Cassese: i sindacati sono di fatto istituzioni pubbliche perché lo Stato finanzia i patronati e i Caaf.

      «Sarebbe come dire che alcune imprese che forniscono servizi allo Stato sono imprese pubbliche. Noi facciamo i Caaf per fornire l’assistenza fiscale che lo Stato non è in grado di assicurare, soprattutto ai più deboli».

      Ma il sindacato potrebbe vivere senza questi finanziamenti?

      «Certo, perché questi coprono solo il costo dei servizi erogati. Il sindacato vive delle quote dei suoi iscritti».

      E allora perché non vi assoggettate all’obbligo di presentare i bilanci?

      «Perché noi siamo associazioni di fatto. Detto questo, noi stiamo già facendo i bilanci consolidati e non abbiamo problemi a farlo».
Enrico Marro


Economia