“Intervista” Pezzotta: siamo soddisfatti per l´attenzione di Ciampi

17/01/2002


La Stampa web






intervista
Roberto Ippolito



(Del 17/1/2002 Sezione: Economia Pag. 3)
IL SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL DOPO L´INCONTRO AL QUIRINALE
Pezzotta: siamo soddisfatti per l´attenzione di Ciampi

PROPRIO quello che ci voleva. Almeno secondo i sindacati. «Il Presidente ha ascoltato le nostre ragioni» racconta il segretario della Cisl Savino Pezzotta, appena uscito ieri sera, dal colloquio con il capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi insieme ai leader della Cgil e della Uil, Sergio Cofferati e Luigi Angeletti.

Pezzotta, serve davvero essere ascoltati?

«La richiesta di incontrare il presidente della Repubblica non aveva secondi fini. Nè aveva come obiettivo di far avviare al Quirinale una trattativa che deve avvenire invece in altri luoghi. Dopo aver sentito il capo dello Stato richiamare il valore della concertazione, del dialogo e del confronto, in particolare in un bellissimo intervento alle acciaierie di Terni, i sindacati confederali hanno ritenuto opportuno illustrare con precisione le motivazioni del conflitto in corso con il governo».

Può descrivere l´andamento dell´incontro?

«E´ stato un incontro molto soddisfacente. Il Presidente Ciampi ci ha ricevuto con molta cordialità. E ha mostrato la massima attenzione quando abbiamo spiegato perché sono inaccettabili le modifiche all´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori tese a ridurre le garanzie contro i licenziamenti senza giusta causa o la riduzione dei contributi previdenziali per i giovani, una grave alterazione del sistema».

Quindi cosa è accaduto?

«Il presidente è entrato nel merito di tutte le questioni che noi poniamo. E ovviamente si è limitato a questa informativa».

Scusi, non è poco di fronte all´aspro conflitto che si è aperto fra il governo e i sindacati?

«A me invece sembra molto. E´ importante che il presidente abbia voluto ascoltare il sindacato. Mi sembra si tratti di un gesto davvero rilevante. Ma assolutamente non compete a lui fare altro».

Non vi aspettavate che Ciampi facesse qualcosa in più?

«Il Presidente Ciampi è rimasto nell´ambito delle sue prerogative. Giustamente non ha assunto funzioni che competono al governo. Ha riconosciuto il ruolo del sindacato e ha ascoltato le ragioni del sindacato che gli sono state esposte. Altro non può e non deve fare. Nè abbiamo chiesto di fare. Il presidente incontra anche le altre parti sociali e il governo e in questo modo ha la possibilità di farsi un´idea precisa della situazione creatasi».

Però a questo punto non cambia nulla, no?

«Noi abbiamo aperto una fase di mobilitazione e di confronto evidenziando le nostre ragioni. Per cambiare qualcosa occorre che il governo faccia qualcosa. Anche un esponente della maggioranza come Luca Volontè, capogruppo del Ccd-Cdu alla Camera, ha chiesto che vengano messe da parte le modifiche apportate con il disegno di legge delega sul mercato del lavoro all´articolo 18 e si apra una trattativa con le parti sociali. E´ un atteggiamento diverso rispetto a quello di chi dice che non si discute più».

Insomma sollecita ancora il ministro del lavoro e delle politiche sociali Roberto Maroni a fare marcia indietro?

«Per poter discutere non ci devono essere posizioni pregiudiziali. Le decisioni che sono state prese dal governo per l´articolo 18 sono sicuramente pregiudiziali: sono state annunciate soltanto all´ultimo momento e non sono mai state discusse. Occorre riprendere il dialogo rendendosi conto che per un paese è molto importante la coesione sociale».

Pertanto…

«Pertanto il governo adesso deve incamminarsi su un´altra strada. Del resto anche nel mondo imprenditoriale emergono dubbi e perplessità su una linea apparsa per alcuni versi eccessiva».

Ciò nonostante, Maroni non si dichiara deluso della Cisl. Lei è deluso del ministro?

«Maroni fa il ministro. Ogni tanto commette errori, quando chiede al sindacato di schierarsi. Ma il sindacato è schierato da una sola parte: da quella delle lavoratrici, dei lavoratori e dei pensionati. Il ministro deve riflettere se i suoi comportamenti hanno rappresentato un aiuto o no. Però lo deve fare lui per poter consentire la riapertura di un confronto, ma di un confronto serio».

Si può davvero riaprire il confronto?

«Se non si può davvero riaprire il confronto fra il governo e le parti sociali, le responsabilità certamente non sono del sindacato che ha sempre manifestato un´ampia disponibilità. Il governo afferma di voler decidere avendo ricevuto i voti per governare, ma nel programma della Casa delle Libertà per le elezioni dello scorso maggio non è previsto l´intervento per l´articolo 18».

Questa resta una questione fondamentale?

«La modifica dell´articolo 18 è una forzatura inutile che non serve a creare posti di lavoro e non soddisfa affatto le esigenze del paese. Rappresenta soltanto una sfida al sindacato. Il governo ritiri allora il guanto di sfida».

Sta passando la palla al ministro, quindi?

«Il ministro Maroni deve dichiarare la sua disponibilità al confronto. Ripeto, un confronto senza pregiudiziali. Spetta ora al governo decidere come poter uscire da questa situazione dove lui stesso ci ha portato con le sue scelte».


 

Copyright ©2001 Guida al sito Specchio dei tempi Credits Publikompass Scrivi alla redazione