“Intervista” Pezzotta: «Si va avanti il sindacato sia unito»

30/07/2002


MARTEDÌ, 30 LUGLIO 2002
 
Pagina 7 – Interni
 
IL SINDACALISTA
 
Il leader della Cisl: bisogna capire se sono terroristi
 
Pezzotta: "Si va avanti il sindacato sia unito"
 
 
"A Pisanu ho chiesto la protezione delle sedi periferiche"
 
 
VITTORIA SIVO

ROMA – «Era una sorta di grossa molotov, un ordigno artigianale, certo. Ma poteva esplodere. E comunque noi ci guardiamo bene dal minimizzare. Questi episodi che prendono di mira la Cisl si verificano con intervalli sempre più ravvicinati». Per Savino Pezzotta quella di ieri è stata una lunga, faticosa giornata. Iniziata con il ritrovamento dell´ordigno rudimentale presso la sede Cisl di Monza, proseguita con un incontro con il ministro dell´Interno Pisanu e con il capo della polizia De Gennaro, quindi alle 13 un´affollata conferenza stampa nella sede di via Po, e poi i tanti messaggi di solidarietà, con la telefonata del capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi.
Lei ha accennato ad una serie di altri atti intimidatori che hanno avuto per bersaglio le sedi della Cisl in questo periodo.
«A Parma, a Padova, a Bologna, a Novara. Saranno anche dei mitomani… Però la contemporaneità fra l´ordigno trovato alla Cisl di Monza e quello analogo trovato alla Fiat di Milano fa pensare».
A suo avviso il nesso fra i due è che la Cisl, oltre al Patto firmato con il governo il 5 luglio scorso, ha firmato con la Fiat l´accordo sugli esuberi di manodopera?
«Sono i terroristi, se sono terroristi, a fare questa associazione, a farci chiedere: perché proprio alla Cisl, perché proprio alla Fiat?».
Mette dunque in dubbio che si tratti di terroristi?
«Sono dei criminali, questo è sicuro. Spetta agli inquirenti scoprire se e fino a che punto sono collegati al terrorismo. E se si tratta di qualcosa di nuovo rispetto al vecchio terrorismo degli anni di piombo. Comunque guai a minimizzare».
Tanto è vero che al ministro degli Interni e al capo della polizia avete chiesto maggiore protezione per i dirigenti Cisl.
«A cominciare dalle sedi periferiche che sono le più bersagliate. Né possiamo dimenticare che gli assassini di Massimo D´Antona e di Marco Biagi sono ancora in libertà. Chiunque si nasconda dietro gli atti intimidatori contro la Cisl è bene sappia che non ci lasceremo intimorire: continueremo a fare attività sindacale e accordi».
Quanto ha pesato su questo clima la serie di accordi separati, cioè senza la Cgil?
«Chiariamola una volta per tutte questa storia degli accordi "separati": noi della Cisl facciamo le trattative e là dove è possibile facciamo gli accordi. Se altri rifiutano, sono affari loro. Sono loro che si «separano».
Lei ha detto in conferenza stampa che è sbagliato fare risalire gli atti terroristici o intimidatori al clima di «dialettica sociale» tra i sindacati.
«Sovrapporre i due livelli, collegare l´asprezza del confronto fra i sindacati agli atti intimidatori è fare un pessimo servizio alla democrazia. Tra noi possiamo litigare su tutto, ma non possiamo permetterci il lusso di dividerci su questi atti criminali: la risposta del movimento sindacale deve essere unitaria».
Le ha telefonato Sergio Cofferati?
«No fino a questo momento. Ma c´è un comunicato di solidarietà della segretaria confederale della Cgil».