“Intervista” Pezzotta: Serve una mossa alle indagini

22/07/2002


DOMENICA, 21 LUGLIO 2002
 
Pagina 7 – Interni
 
L´INTERVISTA
 
Savino Pezzotta, segretario della Cisl
 
"Serve una mossa alle indagini"
 
 
 
 
STEFANO CAPPELLINI

ROMA – Segretario Pezzotta, la Cisl nel mirino delle Br, che fanno anche nome e cognome del bersaglio: Graziano Trerè.
«Siamo preoccupatissimi».


Cosa ha detto a Trerè?


«Nulla di particolare. Continuerà a fare il suo lavoro con la consueta determinazione. Abbiamo rafforzato le misure di sicurezza interne. Ci aspettiamo che lo Stato faccia la sua parte, incrementando la scorta»

.
Questo attacco al sindacato…


«Alt, questo non è un attacco al sindacato, è un attacco alla Cisl, e alla Uil. Chiamiamo le cose per nome e cognome».


Divisi dalla Cgil anche su questo?


«Non mischiamo i discorsi. Sia chiaro una volta per tutte: le tensioni sociali sono un conto, l´attività criminale dei terroristi un altro».


La contrapposizione tra i sindacati non rischia di favorire, oltre che i veri terroristi, anche l´opera di provocatori?


«Noi abbiamo già subito episodi di intimidazione, a Parma ci hanno assaltato la sede a sprangate, eppure abbiamo scelto di tenere un profilo basso per non inasprire ulteriormente i toni. In questo momento le nostre posizioni sono distanti da quelle della Cgil. E le polemiche si sono spinte troppo oltre. Sui posti di lavoro c´è un clima esagitato, estremizzato».


Normale dissenso, dice la Cgil.


«Sì, ma quando si passa dalle critiche nel merito ai giudizi morali…»
Lunedì si ritroverà allo stesso tavolo di Cofferati per discutere del Dpef con il centro-sinistra…


«È un´altra storia, anche se qualcuno continua a fare confusione tra il Patto e il Dpef per alimentare polemiche pretestuose. Su sanità e pensioni la Cisl non ha firmato niente».
Possibile che non riusciate a recuperare la strada del dialogo?


«Ognuno va avanti per la sua strada. In questo momento la nostra unica preoccupazione è tutelare le persone minacciate e vigilare per la piena attuazione del Patto per l´Italia».


L´attendibilità del volantino è ancora allo studio degli esperti.


«Non sta a noi preoccuparci dell´attendibilità. Qui ci sono ancora in giro gli assassini di Biagi e di D´Antona. Bisognerebbe piuttosto darsi una mossa con le indagini».